Polemica vivace durante Piazzapulita (La7) tra il direttore de ilfattoquotidiano.it, Peter Gomez, e il deputato Pd, Emanuele Fiano, sul caso Banca Etruria e sulla opportunità delle dimissioni del ministro Maria Elena Boschi. “Lei non si deve dimettere tanto per violazione del conflitto d’interessi” – esordisce Gomez – “Il conflitto d’interessi potenziale c’è e lo ha dichiarato lei stessa quando si è assentata dal Consiglio dei ministri in cui si decideva il salva-banche. C’è stata un’altra riunione precedente a cui il ministro ha partecipato, in cui si discussero le modalità con cui applicare in Italia il ‘bail in’, ovvero la normativa europea sulle banche”. Il direttore de ilfattoquotidiano.it spiega dettagliatamente la norma che tutela i vertici delle banche e sottolinea: “Questa norma oggettivamente favorisce il padre del ministro Boschi ed è altrettanto oggettivo che lo stesso ministro abbia partecipato a quella votazione. Nella votazione del 22 novembre, quando fu varato il decreto salva-banche, Boschi non ha preso parte, ammettendo così il conflitto d’interessi potenziale”. Ma precisa: “Boschi si deve dimettere perché inizia a mettere in imbarazzo le istituzioni”. Gomez menziona l’inchiesta giudiziaria sugli ex vertici di Banca Etruria e la sanzione comminata da Bankitalia, pari a 144mila euro, al padre del ministro Boschi per comportamento non corretto nel cda e aggiunge: “Lo scenario probabilistico dice che nei prossimi mesi il padre del ministro Boschi si troverà nella peste. E il governo sarà in forte imbarazzo”. Agli antipodi l’opinione del parlamentare dem Emanuele Fiano: “Conflitto di interessi? Perché esista ci deve essere un’azione privata beneficiata dall’azione del governo. Maria Elena Boschi ha fatto qualcosa? Era mai presente in una delle sedi in cui il governo ha preso decisioni? No”. “Alla riunione del ‘bail in’ era presente”, ribatte Gomez. “Decidiamo come parliamo in questa trasmissione”, insorge Fiano, lamentando l’interruzione. “Se lei dice una cosa non vera, io da cronista le dico la data del Consiglio dei ministri in cui ha partecipato il ministro Boschi” – replica il giornalista – “Era il 10 settembre 2015”. La diatriba prosegue a ritmo serrato, Fiano ribadisce l’assenza di beneficio procurato dal governo a favore del padre di Maria Elena Boschi, Gomez incalza: “Lei dice una cosa falsa. Il beneficio esiste. Sulle opinioni ci possiamo dividere, sui fatti no. Il 10 settembre Boschi partecipò alla riunione sul ‘bail in’. Il 22 novembre il ministro si è assentata quando fu varato il salva banche”. Il parlamentare Pd poi nega che l’articolo 72 del decreto salva banche impedisca ai singoli danneggiati di rivalersi sugli ex vertici di una banca commissariata: “Quell’articolo è esattamente l’attuale in vigore”. “No. Noi abbiamo confrontato i due testi dell’articolo 72” – replica Gomez – “Nella versione ultima, sono state aggiunte tre parole. E si tratta di tre parole piuttosto significative: ‘del creditore sociale’. In questo modo si impedisce ai creditori sociali l’azione di responsabilità contro “membri degli organi amministrativi e di controllo e direttore generale”, tra i quali il padre del ministro Boschi”. E chiosa: “L’azione di rivalsa dei creditori sociali, così, spetta ai commissari speciali nominati da Bankitalia e dal Tesoro. E con la versione precedente dell’art.72 è una differenza non da poco