Tutti assolti, compreso l’imputato minorenne. Anche secondo il giudice dei minori di Bologna infatti, quello denunciato da una 16enne oltre due anni fa nel Modenese non fu uno stupro di gruppo. La vicenda della ragazza, che spiegò di essere stata violentata da cinque ragazzi poco più grandi di lei durante una festa in piscina, aveva fatto molto discutere in provincia. Alcuni mesi fa il giudice per le udienze preliminari di Modena aveva assolto in rito abbreviato i quattro maggiorenni. Due di loro, accusati di avere assistito alla scena fuori dagli spogliatoi, furono scagionati per non avere commesso il fatto. Altri due, che effettivamente consumarono un rapporto sessuale con la giovane, perché il fatto non sussiste.

Era stata la stessa procura della Repubblica di Modena a chiedere di assolvere gli imputati. Il gup motivò in seguito spiegando che a suo parere non c’erano elementi per provare la violenza sessuale: “Se è vero che il comportamento passivo della vittima – scrisse nelle motivazioni –  e il fatto che scivolasse nella doccia, avrebbero dovuto indurli a sospettare che la stessa avesse perso la lucidità necessaria per presentare un valido consenso all’atto sessuale, è altrettanto vero che l’assenza di azioni di respingimento e di invocazioni di aiuto avrebbero potuto ingenerare la convinzione che la sedicenne fosse consenziente”.

Rimaneva la posizione del più giovane dei cinque, non ancora 18enne all’epoca dei fatti. Ora è stato assolto dal giudice Anna Filocamo perché il fatto non sussiste: anche lui, insieme agli altri due, ebbe un rapporto sessuale con la giovane, ma secondo il giudice per i minori, che esporrà le motivazioni entro 30 giorni, non ci fu violenza sessuale. Questo nonostante il pubblico ministero della procura minorile di Bologna, a differenza dei colleghi pm di Modena, avesse chiesto una condanna a un anno e mezzo per il giovanissimo imputato, difeso dagli avvocati Roberto Chiossi di Modena e Angelo Rovegno di Piacenza. “Che un minorenne venga giudicato colpevole di un reato in concorso con quattro innocenti è una cosa che mi rammarica”, ha detto Chiossi commentando la richiesta del pubblico ministero. “Per fortuna il giudice ha poi assolto il ragazzo”.

La ragazza, assistita dall’avvocato Luca Scaglione, non si era costituita parte civile davanti al gup, dopo che tutti e cinque gli allora indagati avevano raggiunto un accordo con la giovane e la sua famiglia per un risarcimento monetario. Per il processo minorile invece non è prevista la costituzione di parte civile. “Se hanno risarcito il danno la situazione era più articolata di quella che può cogliere la decisione finale del tribunale per i minorenni”, ha spiegato Scaglione. La ragazza, nonostante la non partecipazione al processo, non ha mai ritrattato la versione iniziale.