Altri due arresti a oltre un mese degli attentati di Parigi: si tratta di due cittadini francesi di 20 e 21 anni di origine algerina e pakistana, che si sono finti rifugiati e sono stati fermati in un centro di accoglienza profughi a Salisburgo. Avevano viaggiato dalla Grecia attraverso i Balcani fino in Austria assieme a centinaia di migranti diretti in Europa.

Secondo quanto riporta il quotidiano austriaco The Kronen Zeitung, le manette per i due sono scattate lo scorso fine settimana a seguito della segnalazione di una intelligence straniera. Alcune fonti riferiscono che fossero nella città austriaca per portare a termine altri attacchi nelle prossime settimane, ma l’indiscrezione non è stata confermata dal portavoce della procura, Robert Holzleitner. I due sono stati interrogati dalle autorità francesi e austriache e con alcuni volontari e rifugiati del centro si sarebbero vantati di avere combattuto con l’Isis in Siria. Alcune settimane fa altri due richiedenti asilo sospettati di essere legati all’autoproclamato Stato Islamico erano già stati fermati proprio a Salisburgo nelle scorse settimane.

Il ricercato numero uno della strage di Parigi continua ad essere Salah Abdeslam, il 26enne di nazionalità francese del quale si sono perse le tracce dalla sera degli attacchi e che avrebbe fornito supporto logistico la sera del 13 novembre. L’uomo era stato fermato in Austria lo scorso 9 settembre durante una serie di controlli di routine della polizia stradale. Era a bordo di un’auto con targa belga insieme ad altri due uomini. Agli agenti aveva detto di essere in vacanza in Austria. Prima degli attacchi era inoltre transitato in Ungheria dove, prosegue il Kronen, aveva “selezionato una squadra” di migranti non registrati.

Parigi, auto forza controlli a Les Invalides – E se il filone di indagine sugli attentati prosegue in Austria, oggi a Parigi un uomo a bordo di una Renault Clio ha provato a forzare l’ingresso dell’Hotel national des Invalides, in pieno centro, dove il mese scorso è stata celebrata la solenne cerimonia di commemorazione delle vittime degli attentati. Uno dei gendarmi di guardia all’esterno dell’edificio ha aperto il fuoco più volte verso il veicolo per fermare il conducente che non è rimasto ferito ed è stato posto in stato di fermo. La macchina è stata esaminata dagli artificieri ma a bordo non sono state trovate tracce di esplosivo. Arrivato dall’Esplanade des Invalides, lato Senna, l’uomo – che non era noto alla giustizia – si è diretto verso l’entrata principale, dove i cancelli sono aperti durante il giorno, per cercare di arrivare in cortile.

Gli inquirenti riferiscono che il suo non sembra essere “il profilo di un terrorista quanto piuttosto di uno squilibrato” e che durante l’interrogatorio – dove ha proferito dichiarazioni “sconclusionate e incoerenti” – ha detto di essere nato in Marocco. E’ accusato di intrusione all’interno di una zona militare (il complesso degli Invalides è gestito dall’esercito) mettendo a rischio la vita altrui e violenza contro la pubblica autorità. Secondo Europe 1, l’uomo verrà sottoposto a esami medici per valutare se il suo stato di salute è compatibile con il fermo speciale “Vigipirate allerta attentati”.