“Guardate in faccia le 130mila vittime del Salva-banche, nessuno può poi più avere il coraggio di dire che sono speculatori, sono tua madre, tua padre, tuo zio, tuo nonno. Siamo stati truffati”. Così rispondono i risparmiatori convocati al Centro Frentani di Roma dalla Federconsumatori per discutere delle iniziative da intraprendere per gli obbligazionisti subordinati. Molti sono pensionati, madri e padri di famiglia. C’è chi ha investito parte della liquidazione, risparmi di una vita o l’eredità dei genitori. “Trentamila euro in Banca dell’Etruria e ora non ho nulla”, racconta un signore. “Centotrentamila euro in Banca Marche, ora ho 250 euro sul conto”, racconta una donna. “Centoventicinquemila euro in Banca Etruria lasciati dai miei genitori per me e miglio figlio e ora non ho nulla”, dichiara una ragazza piangendo. “Posso capire il pensionato di Civitavecchia che si è suicidato”, continua. C’è chi aveva ottenuto “un’assicurazione per un incidente mortale di mio padre” e con questo gruzzoletto era entrato per la prima volta in banca. “Direttori e impiegati ti rassicuravano, non c’è nessun rischio, al massimo mantieni il tuo capitale iniziale, sono sicuri come i Btp, noi avevamo un rapporto di fiducia con loro, ci siamo fidati”, insomma nessuno si aspettava di vedere azzerato il valore dei propri titoli in pochi giorni con l’approvazione del decreto Salva-banche. Prospetti informativi di una singola pagina, poca trasparenza, poca chiarezza, è quanto lamentano. Molti sono stati contattati alla scadenza delle proprie obbligazioni ordinarie, ma il rinnovo per altri cinque anni comprendeva nel contratto una piccola postilla in più di tre lettere che cambiava le carte in tavola: Sub., che sta per obbligazioni subordinate. “La banca ti chiamava, ti diceva hai troppa liquidità sul conto, investi in queste obbligazioni, non rischi nulla, ma il 99% di chi è qui oggi chiedeva una semplice cosa come assicurazione: il capitale garantito”, raccontano ancora. “Non vogliamo l’elemosina, quali aiuti umanitari, io rivoglio indietro i miei soldi, ce li hanno rubati”, afferma una signora. “Solidarietà? Con quale faccia Renzi va a dire queste cose in televisione. Hanno fatto il possibile? Salvano le banche con i soldi dei piccoli risparmiatori italiani e noi siamo con il culo per terra, abbiamo perso tutto”, dice un pensionato. Tra le vittime ci sono anche laureati in giurisprudenza e docenti universitari. “Io sono presidente di una fondazione per la ricerca sull’epilessia, un paziente ci ha lasciato un’eredità abbastanza grossa e alla Banca Etruria avevo specificato di investirli in titoli sicuri, a basso rischio, come previsto dal nostro statuto”, racconta questo professore dell’università La Sapienza. “Sa è come quando stipuli un’assicurazione, non leggi mai le carte, ma mi fidavo, non si può essere defraudati nel posto più sicuro in cui investire, che Stato è quello in cui non hai garanzie nemmeno da Bankitalia”. La fiducia nel sistema bancario crolla, comincia già il fuggi-fuggi dei correntisti dalle quattro banche salvate. “Mai più mi potrò fidare di una banca. I soldi sotto il materasso? Ci metterò le chiacchiere dei politici, non mi resta altro”.