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In uscita il 16 dicembre, e ancora con tanti misurati segreti voluti da Aurelio De Laurentiis, il nuovo cinepanettone con Lillo & Greg sarà di genere poliziesco, anzi, scappa-scappa. Parola del duo. A ottobre la Filmauro ha riservato un pullman per la stampa, così ci è stato concesso di sbirciare il set di Grottaferrata dopo un rocambolesco percorso tra le vigne dei Castelli Romani, con tanto di ciclisti da schivare nei viottoli di campagna. Un inizio frizzante quanto l’accoglienza della coppia romana che tra i saloni di una sfarzosa villa nobiliare ci ha raccontato il plot. Due chirurghi plastici di successo vengno ingaggiati per cambiare i connotati di un pericoloso boss di camorra. Ma una volta trasformatolo nel sosia di Peppino Di Capri, i due malcapitati sono travolti da una serie di equivoci e scambi di persona ritrovandosi alle costole un turbine di clan e poliziotti.

Due protagonisti che potrebbero ricordare certe serie tv drama americane in chiave parodistica. Almeno in teoria. “Più che a Nip/Tuck avremmo voluto fare il verso al nostro Greg Anatomy, una serie che abbiamo fatto per Parla con me di Serena Dandini, e che andò benissimo all’epoca, 7 o 8 anni fa”. Ha risposto prontamente Lillo. “Quei personaggi però erano delle parodie, quindi dei veri cialtroni, due truffatori che facevano interventi chirurgici. Invece qui siamo due bravissimi chirurghi un po’ fighetti e lampadati. Ricchi e cresciuti nella bambagia, ci ritroveremo in mezzo alla mafia fin dentro un carcere. Quando noi due siamo dentro c’è una delle scene più divertenti del film”.

Le belle parole per il cantante di Champagne (pezzo che sarà eseguito anche nel film), per la prima volta impegnato in un doppio ruolo, sono state unanimi. Ma Di Capri non era previsto nell’ordine del giorno dei ciak, e il regista Volfango De Biasi sarebbe arrivato più tardi. A parte i grandi assenti, Greg ha tessuto le lodi anche di Francesco Di Leva, che interpreta il guardaspalle del Boss: “La volontà di Volfango è stata quella di prediligere attori credibili perché la comicità viene dalla contrapposizione tra l’atteggiamento del comico e la situazione che può sembrare più reale possibile. Se gli attori che interpretano la spalla seria risultano poco credibili o sui generis, si appiattisce il lato comico. Ma Francesco è un credibile braccio destro del boss che a un certo punto è talmente dentro alla condotta malavitosa da decidere di contrapporsi al suo capo, che nel frattempo è diventato un po’ Peppino Di Capri”.

Il nuovo gusto del Boss per gli autografi e la notorietà ricordano a Lillo il Cheech di Pallottole su Broadway, il killer che scopriva un talento per la scrittura, ma agli intoppi tornava a uccidere. Per la scrittura del film, invece, qualcosa è cambiato. “Quest’anno abbiamo partecipato un po’ più attivamente alla sceneggiatura: abbiamo scritto dall’inizio anche noi”. Ha precisato. “Ce lo sentiamo più nostro rispetto agli altri film, e siamo contenti del girato finora. Le riprese sono quasi finite e le scene che reputavamo divertenti sulla carta si sono dimostrate tali anche mentre giravamo”.

Leo Letizia e Cosimo Cavallo sono invece i poliziotti con il volto di Paolo Ruffini e il look da “Serpico de noantri” di Francesco Mandelli. “Per ridere, con Volfango si diceva: ‘Dobbiamo fare lo spin-off di questi due personaggi’. Ce lo diciamo fra di noi perché ci stiamo divertendo a farli. Per ora non è il nostro obiettivo della vita, ma se a qualcuno dovesse venire un’idea, e ci venisse offerto, perché no!” Parola di Mandelli.

Ruffini ha riflettuto invece sulla scelta del regista: “Ha avuto il coraggio di provare questa carta del film di genere. Cioè di riprendere un mondo delle spy-story, del poliziesco, di Gomorra. Ma il risultato non è una parodia né un’ironia su Gomorra. È un film di Natale dove invece di mandarci ‘in vacanza a’, ci sono un plot, una trama e una struttura molto sostanziosi”. Poi un pensiero al passato. “Il cinepanettone 2.0 cambia nel senso della scoperta del genere. Questo è l’appello cinephile che viene fatto. Noi, combinazione, 10 anni fa eravamo in Natale a Miami. Un’altra epoca: siamo gli ultimi che hanno vissuto la coppia Boldi/De Sica, ma oggi il cinepanettone resta con gli intenti della comicità più forsennata, però scopre il genere”.

Il precedente è stato Un Natale stupefacente, di nome e di fatto. Ma intanto una clip esclusiva per Il Fatto Quotidiano.