Per settimane è infuriata la polemica sul sorgere di una Parentopoli in Regione Campania, grazie all’abrogazione del divieto di comandare o distaccare parenti di terzo grado (zii o nipoti) nei gruppi politici del consiglio regionale. Pochi giorni fa il presidente Pd del consiglio regionale Rosa D’Amelio e il Governatore Pd Vincenzo De Luca hanno annunciato la reintroduzione del divieto, e nel caos mediatico è passato sotto silenzio altro. Ovvero la possibilità di ‘comandare’ nel cuore pulsante della legislazione campana, dei politici condannati per reati contro la pubblica amministrazione. Lo ha fatto il gruppo Pd guidato da Mario Casillo, la spalla forte del salernitano De Luca nel napoletano, chiamando nei suoi uffici l’ex assessore di Pompei Carmine Lo Sapio a godere di quei piccoli privilegi consentiti dal ruolo: un ambiente di lavoro prestigioso, gli straordinari, il profumo del potere.

Dipendente Anm spa, l’azienda dei trasporti di Napoli, Lo Sapio è stato condannato in primo grado per truffa e abuso d’ufficio a due anni di reclusione, all’interdizione dai pubblici uffici e al divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per lo stesso periodo. Il Tribunale di Torre Annunziata, presidente Maria Rosaria Aufieri, ha pronunciato la sentenza il 25 febbraio 2015 al termine del processo sul restyling di piazza Schettini e su alcune varianti progettuali predisposte dal Comune di Pompei che avrebbero di fatto favorito il chiosco-bar alla “Fonte Salutare”, abusivo e di proprietà del cognato di Lo Sapio, che all’epoca non aveva la delega ai Lavori Pubblici ma si muoveva in prima persona per intercedere, come si sottolinea in alcuni punti delle 31 pagine di motivazioni depositate a maggio.\

Nel 2013 Lo Sapio era stato già condannato a un anno di reclusione per un altro processo figlio di una contorta vicenda amministrativa collegata alla costruzione di una piscina nelle proprietà di famiglia e ritenuta abusiva. Entrambe le condanne non sono definitive e viaggiano spedite verso la prescrizione: i fatti risalgono ad anni antecedenti al 2010. Lo Sapio ha ovviamente fatto ricorso per chiedere le assoluzioni nel merito. Nel frattempo ha continuato a fare politica e ha fondato un’associazione, “Elaboriamo Pompei”, con la quale nel 2013 ha organizzato un evento che aveva in Vincenzo De Luca l’ospite d’eccezione. Ed ora lavora negli uffici del Pd.