“Il punto è che i tedeschi hanno affrontato un problema analogo e lo hanno risolto positivamente perché hanno lavorato per tre anni, facendo proposte e trovando soluzioni; l’Italia se ne accorta all’ultimo momento”. Antonio Tajani, vicepresidente del Parlamento europeo, intervenendo al Rome Investment Forum 2015 in corso nella Capitale, affronta il tema del decreto ‘Salva banche‘ puntando il dito sull’inefficacia dell’Italia in campo europeo. “Certi problemi si risolvono a Bruxelles trattando tutti i giorni, non con visite sporadiche di un ministro o di un sottosegretario. Il Problema – secondo Tajani – è l’incapacità dell’Italia di contare a Bruxelles. Lì siamo pieni di commessi, di uscieri italiani, pieni. Poi, invece, manca una strategia. Noi magari inviamo alla Commissione Europea un funzionario disattento, che poi deve lasciare la riunione perché deve tornare a Roma, perché magari deve vedere la partita. E la politica si preoccupa più di quello che dice al Tg1 o al Tg5 che delle dichiarazioni che fa di fronte alla Commissione Europea: questi sono i risultati”. Infine, sui cittadini che hanno sottoscritto obbligazioni subordinate delle quattro banche che il decreto ha salvato, Tajani afferma: “Vanno individuate le responsabilità di chi ha commesso certi errori e comunque Bankitalia doveva fare di più sia in Italia che a Bruxelles”