La serata televisiva di ieri era decisamente quella sbagliata per due categorie di persone: innanzitutto coloro che, non avendo mai sottoscritto obbligazioni di una banca su consiglio di un dipendente della medesima, non si identificavano col dramma dei truffati, tra cui un suicida, e conseguentemente non riuscivano a farsi attrarre dai relativi dibattiti presso Porro e Formigli. Che, per la cronaca hanno confermato ciascuno la propria usuale platea, Porro un po’ sopra e Formigli un po’ sotto (ha più interruzioni pubblicitarie) il 5%; altri respinti dal video gli analfabeti del pop schiacciati fra le due finali del Grande Fratello e di X Factor, mancando solo, a completare l’assortimento, Maria De Filippi col suo “Amici“. In noi le due estraneità si sommavano.

Grande Fratello, nel quale, leggiamo sul web, pare che sia esplosa la commossa gioia di Malgioglio e Amendola per la vittoria di Federica, ha preso la sufficienza in prime time, col 17% di share, ma è andato molto meglio a notte tarda quando è cessata la concomitanza con X Factor. Quest’ultimo era presente su una molteplicità di canali di proprietà di Sky, compreso quello, acquisito di recente dal gruppo Murdoch, sul tasto 8 del digitale terrestre gratuito  prima occupato da Mtv Italia – e nell’insieme, ha incassato in prime time l’8,7%, ovvero moltissimo, arrivando a ritrovare il grosso degli spettatori che il format otteneva su Rai 2, dove ha esordito parecchi anni fa e dunque dentro un sistema più generalista di oggi e dagli ascolti meno dispersi di quanto oggi accada. Ora, dimostrata la possibile presa sul pubblico, si tratterà di capire che cosa Sky intenda davvero fare col tasto 8 del telecomando. Lo spingerà, con l’aiuto di qualche altro format internazionale, verso le praterie del generalismo? Oppure si limiterà, a brandirlo come una pistola puntata verso la quota di mercato pubblicitario di Mediaset, da trenta e passa anni dominatrice di quel business? E in tal caso, in cambio di cosa si asterrebbe dall’affondare il colpo?

Nel mentre che lampi di guerra nel grande business della pubblicità traevano forza dalla risposta del pubblico e dei giovani in particolare (che ieri sera sono stati più del solito), noi trovavamo rifugio e pace tra le braccia di Tv2000, la tv dei vescovi. Qui si programmava “Il Gigante” (1956) l’ultimo, se non ricordiamo male, dei film di James Dean, petroliere fai da te alle prese con le dinastie texane del ramo. James Dean, da “Gioventù Bruciata” in poi era un “eroe maledetto”, di quelli che allora, senza ombra di tatuaggi, stuzzicavano i giovani e preoccupavano i chierici. Lui avrebbe apprezzato X Factor (su Grande Fratello abbiamo dei dubbi). Oggi ha attirato alcuni vagabondi del video (e Tv2000 ha giubilato sfiorando l’1%) e proprio su un canale pio. Che forse, fra mezzo secolo, replicherà X Factor (su Grande Fratello confermiamo i dubbi).