Una lite sui metodi di selezione sfociata addirittura nelle dimissioni del presidente del Comitato per la comunicazione e l’informazione esterna di Montecitorio, Roberto Giachetti (nella foto), in rotta con la presidente della Camera, Laura Boldrini. Antipasto di una querelle, quella sul nuovo capo ufficio stampa di Montecitorio, che non è ancora arrivata al capolinea. Nonostante, nel corso dell’Ufficio di presidenza di mercoledì scorso, la stessa Boldrini abbia chiarito che, “in continuità con il passato, si procederà con una selezione pubblica” per individuare il nuovo capo della comunicazione istituzionale di Montecitorio. Annuncio che, tuttavia, non ha ancora chiuso la partita per la successione ad Anna Masera, in procinto di rientrare a La Stampa alla fine del suo mandato che scadrà tra qualche settimana. Ora, infatti, il Movimento 5 Stelle chiede che per la nomina si applichi la stessa procedura seguita un anno fa. Quando, per la prima volta, fu proprio il Comitato a gestirne l’iter.

FARE PRESTO La richiesta è arrivata sul tavolo della terza carica dello Stato con una lettera firmata dalla parlamentare del Movimento 5 Stelle, Claudia Mannino. E, qualora venisse accolta, aprirebbe un nuovo problema. L’organismo parlamentare preposto alle questioni riguardanti la comunicazione istituzionale della Camera è rimasto, infatti, senza presidente. Non a caso la deputata pentastellata ha invitato la Boldrini a nominare, entro la fine del mandato dell’attuale capo ufficio stampa, un nuovo responsabile del Comitato, di cui anche lei fa parte, “in modo da esser messi in condizione di operare al più presto e senza ulteriori ritardi”. Anche perché, scrive la Mannino, “il Comitato ha svolto, sinora, un’azione collegiale e ben collaudata” che ha già dato “buoni frutti” all’inizio della legislatura con la selezione pubblica che ha portato alla nomina della Masera. Per questo, aggiunge la deputata grillina, “riterrei che il patrimonio di conoscenze ed il metodo di lavoro da noi acquisito e condiviso anche con la presidenza, possa essere ulteriormente valorizzato e non disperso”. Di qui la richiesta alla Boldrini di convocare con urgenza il Comitato “al fine di elaborare gli indirizzi della procedura da avviare”, vista l’importanza del ruolo dell’organismo di Montecitorio, “nella selezione di un profilo così delicato”. Per la cui individuazione la Mannino auspica “una scelta non discrezionale ma condivisa, chiara, trasparente ed in tempi certi”. Una scelta ancor più importante dal momento che si tratta di affidare ad “una figura di massima garanzia ed indipendenza” la gestione della “delicata fase” che traghetterà la legislatura verso il termine. “Nel Comitato siamo pronti a partire: abbiamo un metodo e sappiamo bene cosa e come fare – conclude la parlamentare del M5S –. Le chiedo quindi di metterci nelle condizioni di poter operare senza dilazioni e rinvii”.

PORTE CHIUSE Ora la palla passa alla presidente della Camera. Finita nei giorni scorsi al centro di una dura polemica seguita alle dimissioni “irrevocabili” dal Comitato di Giachetti. Che se n’è andato sbattendo la porta dopo aver appreso da “notizie di stampa non smentite” la volontà della terza carica dello Stato di non sostituire la Masera con un altro giornalista e di affidare la comunicazione al coordinamento fra i giornalisti dell’ufficio stampa, anche loro in scadenza di contratto, e l’amministrazione interna di Montecitorio”. Accuse respinte, però, con forza dalla stessa Boldrini che ha liquidato la polemica come “priva di alcun fondamento”. Ma che, in ogni caso, ha messo nelle mani della presidente anche l’ulteriore patata bollente della sostituzione di Giachetti richiesta dal M5S.

Twitter: @Antonio_Pitoni