Sicuramente Scanzano dovrebbe dargli la cittadinanza onoraria, perché anche grazie alla sua penna di giovane giornalista dell’allora rivista Avvenimenti e grazie alla sua inchiesta, oggi, non abbiamo in quel territorio una mega discarica nucleare di rifiuti radioattivi. Ma Davide, che di inchieste ne ha fatte tante, non ama parlarne, immerso com’è nella sua frenetica attività di sindaco 2.0 della bellissima Acquaviva delle Fonti, nel cuore della Puglia.

Davide Carlucci, giornalista, oggi è sindaco di questa cittadina pugliese, che è riuscita a interpretare al meglio Expo 2015. Il sindaco, infatti, è diventato l’animatore principale del consorzio Cuore di Puglia, al quale aderiscono 40 comuni pugliesi e che ha fatto davvero una bella figura durante l’esposizione universale. All’insegna dell’umiltà e della semplicità la presenza pugliese si è notata soprattutto per l’interpretazione dell’evento concentrato sui prodotti tipici dei territori presente nel programma di cornice nel Padiglione Italia. Davide e gli operatori di Acquaviva delle Fonti hanno letteralmente invaso media e social network con la cipolla di Acquaviva, ed il cece nero, prodotto unico pugliese. Sono stati i più assidui partecipanti all’Expo, creando rete con i numerosissimi pugliesi residenti a Milano.

Insomma, da sindaco e ambasciatore di Cuore di Puglia ha inseguito i suoi corregionali dal Canada, a Malta e in Uganda, creando un’attenzione mediatica sulla cipolla rossa, sui suoi calzoni e sul cece nero (legume ricercatissimo), che ha utilizzato al meglio l’argomento principe di Expo: nutrire il Pianeta. Oggi, proprio in Uganda ci sono coltivazioni di cipolla rossa di Acquaviva, che hanno creato un modello di esportazione/delocalizzazione solidale delle nostre produzioni d’eccellenza. Il primo raccolto è andato bene, come avevano garantito tutti i giovani tecnici pugliesi che oggi puntano sulla rigenerazione dell’agricoltura.

Ma Davide non si è fermato al brand dei prodotti tipici. Ha esordito con i frigo book (vecchi frigo in disuso colorati e trasformati in librerie comuni), collocati in città dove gli autori hanno fatto a gara per depositarvi le loro opere, ha creato ponti con Malta per la formazione di chef attraverso le nostre eccellenze locali, ha messo in piedi una giunta concreta, di giovanissimi, piena di idee e di entusiasmo, da far invidia a qualsiasi Leopolda. Ha valorizzato un territorio che fino ad allora veniva ricordato solo per il suo ospedale. Soprattutto non ha mai temuto i Golia delle multinazionali e dei poteri forti che spesso tendono ad azzerare le piccole eccellenze. Insomma ha fatto tutto quello che ci si aspetta da un sindaco, semplicemente e partendo dal basso; guardate il suo primo spot istituzionale, è diventato virale, e in poco tempo ha reso virale anche il desiderio di cipolle di Acquaviva la cui commercializzazione ha raggiunto gli altissimi livelli della più nota sorella di Tropea. Insomma, buona Cipolla a tutti e che sia di Acquaviva delle Fonti.