Forse nessuno ti ha detto che camion, autobus e navi potrebbero andare a gas liquido al posto del diesel.

Taglieremmo il 40% dell’inquinamento e avremmo un risparmio notevole. E potremmo salvare la vita a molti dei 30mila italiani che crepano ogni anno per lo smog.
E si può produrre gas liquido rendendo economicamente vantaggioso fare la cacca. Molte nostre città riversano gli escrementi nei fiumi e nel mare, in altri casi si spende un botto per depuratori energivori. E tonnellate di rifiuti organici finiscono in discarica. Tutta questa schifezza potrebbe diventare oro. Perché dalla merda nascono i fiori ma la si può anche usare per produrre biogas (vedi la seconda parte di questo articolo, polemiche comprese).
Se non ne sapevi niente potresti anche incazzarti con le molte associazioni ecologiste che di questa storia se ne fregano.
Sperando che almeno tu ti renda conto delle possibilità reali che il gas liquido offre per la salvezza del pianeta e tua personale (se vivi in una zona inquinata) eccoti un conciso riassunto della questione.

Diverse aziende vendono già camion costruiti per andare a gas liquido (metano liquido o Lng), a La Gabbia sono andato a bordo di un Iveco della LC3, azienda di trasporti che ha 35 di questi camion in servizio. Usano questi mezzi da un paio d’anni e vanno benissimo. Carrefour in Francia ne sta comprando 350. Quindi non è una bufala.

Il gas che si usa per le auto e per il riscaldamento arriva in Italia in buona parte via mare allo stato liquido, potrebbe essere usato tale e quale. Non va bene per le auto perché richiede serbatoi refrigerati, che occuperebbe troppo spazio. Il gas liquido ha una resa di poco superiore al diesel. Al momento esiste un solo distributore che eroga questo carburante, realizzato da Eni a Piacenza. Ne sono previsti altri cinque ma ovviamente ne servirebbero alcune migliaia. Qui sta il problema.

È possibile modificare camion e bus con un costo intorno ai ventimila euro per la maggior parte detraibili. C’è una legge che sovvenziona la conversione ma non si fa quasi nulla per farla conoscere.
La modifica di un mezzo si ripaga in tempi brevi perché il gas liquido costa mediamente meno del diesel. Il risparmio varia con le oscillazioni del prezzo del petrolio.
I mezzi Iveco hanno 4 serbatoi di gas metano compresso da 70 litri e un serbatoio a -130° da 525 litri, 9 bar di pressione, cioè 10 volte meno del gas compresso, autonomia 750 km.
L’Ue supporta (timidamente) la diffusione del gas liquido con il progetto Lng Blue Corridors.

biogas 640

Dopo anni di proteste di una frazione minoritaria ma determinata del movimento ecologista da quest’estate è permesso usare il biogas per alimentare tutti i mezzi di trasporto (era vietato!!!).
Da quest’estate è anche permesso ai comuni di utilizzare come biomassa gli sfalci dei parchi e delle strade invece di doverli portare in discarica (era vietato!!!).
Il biogas si ricava da qualunque tipo di scarto vegetale umido, letame compreso. I batteri anaerobici si mangiano tutto, felici come pasque e poi scoreggiano gas combustibile. Il biogas può essere usato direttamente in generatori di corrente o come carburante gassoso o trasformato in gas liquido direttamente sul posto con impianti di piccola taglia. Inoltre, gli scarti una volta digeriti dai batteri diventano un ottimo concime organico che può sostituire quelli chimici e questo è un ulteriore vantaggio economico e ambientale in quanto i concimi chimici finiscono poi a far proliferare le alghe soffocando il mare.

Si tratta di una tecnologia straordinaria che offre grandi vantaggi ai contadini e diminuisce la dipendenza dal petrolio, causa prima dell’attuale stato di guerra strisciante.
Ovviamente, anche il biogas può diventare un problema, come qualunque cosa venga fatta malamente. Biogas, biodiesel e alcol metilico, sono una buona risorsa contro l’inquinamento e il sistema dei fossili guerrafondai se si utilizzano scarti vegetali e culture che crescono su terreni non adatti alla produzione agricola alimentare. Usare mais e soia per produrre carburanti è invece una mostruosità oltre a essere irrazionale visto che i rifiuti e la merda non scarseggiano. Ugualmente è pericoloso utilizzare rifiuti organici mischiati con porcherie chimiche o non lavorati in modo corretto perché poi si avvelenano i terreni concimati con questo materiale. Da questo punto di vista in Italia la legge è carente e i controlli ancor di più. Ma condannare per questo la produzione di biocarburanti è una follia. Altro discorso è impegnarsi per garantire impianti razionali. Vedi l’intervento di Petrini.

Il movimento del microcredito sta diffondendo in tutto il Terzo Mondo impianti autocostruiti che costano intorno ai 150 dollari, richiedono 50 litri di schifezze al giorno e producono biogas sufficiente ad alimentare un fornello domestico per cucinare per sei ore. La Banca dei Poveri del Bangladesh (Mohamad Yunus) ne ha già costruiti più di 150mila. Vedi qui.