Entra in vigore oggi, 9 dicembre, il tetto unico alle commissioni interbancarie deciso dalla Ue: gli istituti non potranno far pagare più dello 0,3% del valore dell’operazione per le transazioni con carta di credito e più dello 0,2% per i pagamenti con bancomat. Ma, secondo le associazioni dei consumatori, la novità non si tradurrà in un risparmio per i cittadini. Infatti, se è vero che sono previsti minori costi per 7 miliardi, il Codacons stima oltre il 90% del vantaggio andrà ai commercianti, mentre solo il 10% del beneficio sarà goduto dagli utenti finali. “I nuovi limiti decisi dall’Ue – spiega l’associazione – difficilmente si tradurranno in una riduzione dei prezzi di beni e servizi, essendo noto l’agire degli esercenti, che per rifarsi dai costi delle tariffe bancarie, tendono ad addossare sui consumatori i costi delle transazioni”. In più “gli istituti emittenti potrebbero rifarsi dei minori introiti, aumentando il costo delle carte e le tariffe annuali legate all’erogazione del servizio”.

“I precedenti negli altri paesi sono disastrosi – prosegue Rienzi – In Spagna, Stati Uniti e Australia provvedimenti simili a quelli entrati oggi in vigore si sono rivelati un boomerang per gli utenti, con effetti negativi e aumenti dei costi a loro carico”. Il Codacons chiede dunque a istituzioni e autorità del settore massima vigilanza e un monitoraggio continuo sugli effetti dei tetti.

Antonio Longo, presidente di Italian E-Payment Coalition – fondata da Movimento Difesa del Cittadino, Cittadinanzattiva, Confconsumatori e Assoutenti – lamenta invece la scelta del governo di non estendere il regolamento Ue a tutti i circuiti. Infatti ricadono sotto le nuove norme “solo i cosiddetti ‘sistemi a quattro parti, cioè le carte di emanazione bancaria come Visa, Mastercard e PagoBancomat, mentre ne sono esenti i ‘sistemi a tre parti’ come American Express e Diners, che continueranno ad applicare le proprie commissioni, solitamente più alte”. “In questo modo, oltre a creare una distorsione alla libera concorrenza, si rischia di penalizzare alcuni possessori di carta”, sostiene Longo. “I commercianti, penalizzati dalla norma, potrebbero scegliere di applicare un sovrapprezzo al momento della transazione o non accettare questi due circuiti”. In più “oltre il 90% dei consumatori possiede carte PagoBancomat, Visa e Mastercard: per loro il rischio di pagare canoni annui più costosi è alto, come dimostrato dalle infelici esperienze in Spagna, Stati Uniti e Australia, i cui governi hanno applicato norme simili a quella che sta per entrare in vigore nel nostro Paese”.