Premesso che l’imputato ha diritto a sostituire l’avvocato in ogni momento e stadio del procedimento, e che di solito revocare il legale che da cinque anni ti assiste in un processo comporta seri problemi, perché la linea difensiva va ricostruita daccapo, ecco la notizia: Vincenzo De Luca cambia uno dei suoi due avvocati, l’esperto amministrativista Antonio Brancaccio, con il professore Andrea Castaldo. Lo fa pochissimi giorni prima dell’inizio del processo d’Appello per la nomina di un project manager, figura non prevista dal codice degli appalti, per la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno.

In primo grado De Luca, finito alla sbarra in qualità di ex commissario straordinario del termovalorizzatore, è stato condannato a un anno per abuso d’ufficio per la nomina, ritenuta illegittima, del suo ex capo staff Alberto Di Lorenzo. E’ la condanna del 21 gennaio scorso per la quale l’ex sindaco di Salerno rischia la sospensione dalla carica di governatore della Campania, se la legge Severino dovesse superare il vaglio della Consulta e del Tribunale Civile di Napoli. La prima udienza del processo d’Appello era fissata per l’11 dicembre. Quasi certamente slitterà all’8 gennaio perché il nuovo avvocato, che affianca il noto penalista salernitano Paolo Carbone, ha chiesto e ottenuto, come suo diritto, un termine a difesa per studiare gli atti. E così De Luca si avvicina di un mesetto verso un inconfessabile traguardo per chi si dichiara innocente e vittima di un ‘reato linguistico’: quello della prescrizione.

Scatterà a metà settembre 2016. Da riscrivere in toto il calendario delle udienze. Quello predisposto dal presidente del collegio Michelangelo Russo ne prevedeva tre: l’11, il 18 e il 22 dicembre, con sentenza prima di Natale. Salvo accoglimento di un’istanza di rinnovazione del dibattimento avanzata dagli avvocati di De Luca e dall’avvocato Arnaldo Franco, difensore del coimputato Alberto Di Lorenzo, nominato il 18 febbraio 2008 project manager del mai realizzato inceneritore di Cupa Siglia e retribuito circa 20mila euro lordi. I legali, nei ricorsi depositati in primavera per chiedere la piena assoluzioni degli imputati, hanno infatti chiesto alla Corte d’Appello di riaprire l’istruttoria processuale per ascoltare nuovi testi, tra i quali l’attuale vice presidente della giunta regionale Fulvio Bonavitacola.

L’avvocato Franco intende sentire Bonavitacola “nella qualità di qualificato amministrativista dotato di specifica esperienza nel settore della legislazione d’emergenza in cui operò il Commissario Delegato, confidando in un utile contributo esteso alle prassi di settore”. Mentre gli avvocati Carbone e Brancaccio intendono escutere l’avvocato Raffaele Pace, capo dell’Ufficio Legale presso il Comune di Venezia, e l’ingegnere Maurizio Fasone, di Torino, “sulla diffusa pratica di nominare, nel contesto di lavori pubblici di particolare complessità, il project manager oltre al Responsabile Unico del Procedimento”. Ovvero per provare a dimostrare che la procedura seguita a Salerno è stata seguita anche altrove. Senza conseguenze penali. Ma la Procura di Salerno ha presentato un suo ricorso col quale sollecita i magistrati della Corte d’Appello a riqualificare i reati di De Luca e Di Lorenzo, e farli condannare per peculato. In quel caso, la prescrizione scatterebbe nel settembre 2021. E comunque, tutto dipende dai tempi della sentenza di secondo grado. Nel caso confermi quella del Tribunale di Salerno, scatterebbe una corsa contro il tempo in Cassazione, che per ‘salvare’ il processo dalla prescrizione, potrebbe decidere di fissare un’udienza presso la sezione feriale, tra agosto e settembre. Come fece per Silvio Berlusconi.