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E’ arrivato a fine ottobre in Italia il canale con l’intento di collegare le nostre tv a internet. Si chiama Netflix: tanti contenuti in streaming, ma nessun evento sportivo o trasmissioni in diretta.

Davide Venturi

La mortadella è comunista, il salame è socialista, il prosciutto democristiano. Chissà come avrebbe collocato i colossi televisivi di oggi il buon Nuti/Paskoski: Netflix pentastellato? Tu che ne dici, Marra? A me questa complessità e innovazione delle internet tv mi sembra una storia semplice. Analisi: non c’è ombra di dubbio che Internet sia la più grande minaccia per la Tv dopo il Black Out. Deduzione: da questo presupposto nasce Netflix (così come sono nate Infinity e Sky Go a suo tempo), non un’alternativa alla tv, ma un poco meno tv e un poco più internet. Antitesi pentastellata: Netflix non è il Movimento5Stelle, forse più una grande coalizione che mette d’accordo tutti, per non indebolire nessuno, soprattutto i palinsesti altrui. Ma la domanda è questa: vincerà sempre questa voglia di autoconservazione? E quando i 20enni di oggi saranno i 40enni di domani, avranno ancora voglia di essere condizionati da questo Porcellum televisivo, ovvero da un palinsesto rigido con l’impossibilità per il telespettatore di sceglie sempre cosa e quando? In tutta sincerità Netflix sarà innovativa nei contenuti e non nella sua forma: sposta l’orizzonte del futuro televisivo di due passi avanti, ma nel momento in cui Internet gli corre dietro dieci passi alla volta. Questa volta non è una finestra sull’utopia, poiché temo che presto la Rivoluzione in Fibra chiuderà la porta in faccia ai palinsesti televisivi più di quanto lo stia facendo Netflix.

Riccardo Marra

Sono anni che i ventenni guardano la tv sul computer. O meglio usano il computer come tv. Pensa alle migliaia di studenti fuori sede: quanti di questi hanno un televisore a casa? Pochissimi, quasi nessuno. Perché lo streaming è ormai cosa assodata e perché con un portatile ci fai tutto e ci vedi tutto. Però Netflix, caro Venturi, secondo me un merito ce l’ha: mettere ordine. Perché le serie tv, i film, gli show, questo network, li incanala in un unico “luogo” senza che oltretutto il tuo schermo sia bombardato dal morbillo di pop up pubblicitarie, countdown e advertising vari. Se ci pensi, successe la stessa cosa con Spotify, ma nel campo della musica. Cioè, era almeno un lustro che la gente ascoltava canzoni in streaming, ma lo faceva ricoperto dalle liane del web, una vera jungla più o meno legale. Spotify, invece, si fece largo aprendo le porte di un paese dei balocchi: “tutto lo streaming musicale è qui” porterebbe scritto sul suo cancello ne avesse realmente uno. Quindi per rispondere alla tua domanda, è una rivoluzione quella portata da Netflix? No, non lo è. Ma magari un movimento sì (per tornare alla tua terminologia politica), che racconta più di quanto si pensi. Ah dimenticavo: come vedranno la tv i 40enni di domani? Non lo so, ma di sicuro senza telecomando.