Blocco del traffico aereo nei cieli e massima allerta a terra. Alla vigilia dell’inizio del Giubileo, a Roma è scattato il piano sicurezza. L’otto dicembre la sola piazza San Pietro in Vaticano, verrà invasa da un numero compreso tra le 50mila alle 100mila persone. Non saranno le 300mila che ci si aspettava quando è stato annunciato l’Anno Santo ma rimane comunque uno degli obiettivi più sensibili per l’allarme terrorismo, in particolare dopo i fatti di Parigi del 13 novembre. Blindato anche il resto della città con oltre 2000 uomini delle forze dell’ordine in campo.

I cancelli di piazza San Pietro apriranno domani mattina alle 6.30. Ma il piano di sicurezza scatta già stasera alle 19. Sarà una sorta di zona rossa, transennata e pedonalizzata: si potrà accedere all’interno solo da tre varchi presidiati e dopo un controllo. “Sono convinto che sul fronte sicurezza abbiamo messo in campo un modello organizzativo efficace e aderente. Anche in relazione alle minacce terroristiche dell’ultimo periodo”, ha spiegato il generale Salvatore Luongo, a capo del Comando provinciale dei carabinieri di Roma. La sicurezza è stata organizzata basandosi su tre fattori. “Il coordinamento tra le forze di polizia – ha continuato Luongo – la capacità che abbiamo avuto di utilizzare le informazioni che ci sono arrivate e quindi di orientare i nostri sforzi nel modo giusto; e infine il fatto che, oggettivamente, al momento non abbiamo un grandissimo afflusso di persone, mentre da principio ci eravamo orientati verso la gestione di una diversa quantità numerica di pellegrini e turisti”.

I controlli si concentranno anche sugli altri obiettivi sensibili come le stazioni ferroviarie e della metropolitana, gli aeroporti, i luoghi di aggregazione e i monumenti. Nelle zone ad alta sorveglianza saranno operativi artificieri, cani anti esplosivo, metal detector fissi e portatili e uomini dei reparti speciali. Saranno attive unità operative antiterrorismo, pronte ad intervenire in caso di situazioni critiche. La Questura di Roma sarà poi sempre in contatto con l’intelligence internazionale per un costante aggiornamento anche sulla base delle informazioni che forniscono gli Uffici di collegamento delle Sedi Internazionali. Inoltre, ogni dirigente delle forze dell’ordine responsabile di una determinata area la potrà controllare tramite uno smartphone che trasmetterà in tempo reale le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza.

Oggi sono poi disposte altre misure di sicurezza: dalle 7 alle 19 dell’8 dicembre sono vietati tutti voli, inclusi quelli con velivoli ultraleggeri e con i droni, in un’area di 10 km intorno alla capitale. Inoltre il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, ha vietato il trasporto di armi, munizioni, esplosivi, fuochi d’artificio e gas tossici fino alle 18 di mercoledì 9 dicembre. Infine non saranno neanche consentite le riprese televisive e cinematografiche che comportano l’utilizzo di armi finte o di mezzi equipaggiamenti simili a quelli utilizzati dalle forze dell’ordine e dall’esercito. “L’imponderabile esiste sempre – ha concluso Luongo – ma credo che al momento possiamo dire di poter gestire la situazione con la dovuta efficienza“.