La strada per raggiungere il 100% della sostenibilità energetica entro il 2050 è ancora lunga. L’Italia si è piazza al 27° posto nella classifica dei paesi più vicini alla realizzazione dell’obiettivo, fatta dall’Università di Stanford. Nello specifico, i ricercatori Mark Jacobson e Mark Delucchi hanno analizzato uno per uno i 139 paesi che partecipano alla Cop 21 di Parigi  per capire quanto le energie rinnovabili sono utilizzate rispetto al consumo totale.

In testa alla classifica c’è la Norvegia (che nel 2014 ha raggiunto la quota del 67%), seguita dal Paraguay (54%) e dall’Islanda (39%), mentre Tajikistan (34%) e Portogallo (26%) si trovano al 4° e 5° posto. Le economie forti del vecchio continente, Francia (7,2%), Germania (6,7%) e Gran Bretagna (6,1%), occupano il 32°, 33° e 38° posto. Distanti Stati Uniti (4,2%) e Cina (3,4%), al 56° e 65° posto. In fondo alla classifica ci sono le potenze petrolifere Oman e Qatar, Singapore e all’ultimo posto Trinidad e Tobago (0%).
Nello studio dell’Università di Stanford, Jacobson e Delucchi hanno anche trovato la ricetta perfetta per ogni Paese per raggiungere l’obiettivo della piena sostenibilità energetica entro il 2050. Gli studiosi hanno prima calcolato la quantità di energia di cui ogni Paese avrà bisogno nel 2050 (elettricità, trasporti, riscaldamento, raffreddamento, energia, agricoltura) e poi hanno ipotizzato il modo in cui le rinnovabili potrebbero coprire la domanda, compresi costi e strategie.
Infografica 1
L’italia dovrebbe puntare fortemente sul fotovoltaico (77,7%) e investire nel settore dell’energia eolica onshore (11%) e idroelettrica (7,8%).
Infografica 2 
La ricerca mette in evidenza come con il raggiungimento della piena sostenibilità energetica, aumenterebbe l’efficienza energetica e quindi, nel 2050, diminuirebbero anche i consumi: nel caso dell’Italia, lo studio parla di un -34% rispetto all’uso corrente. Se il nostro paese seguirà la ‘ricetta’ di Stanford, secondo i ricercatori, ogni cittadino italiano risparmierà 486 dollari all’anno (circa 456 euro).
Infografica 3 
Dal punto di vista dell’occupazione, secondo le stime dell’Università americana, si creeranno 877.698 nuovi posti di lavoro.