Piazza Campo de’ Fiori, via Catania nel quartiere Nomentano e Tor Bella Monaca. I banchetti del Partito democratico a Roma non brillano certo per partecipazione. Ma per il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda “nessuno ha il nostro stato di salute, siamo l’unico partito che prende iniziative di questa portata, con tanta partecipazione”. Ma così non sembra. La piazza è piena, sì, ma perché lì si svolge il famoso mercato. “Piazza vuota urne piene”?, chiediamo a Zanda, che risponde ironico: “Molte televisioni, molti elettori”. Intanto passa un ex elettore Pd – operaio in pensione ci tiene a precisare – che sentenzia lapidario: “Il Pd? E’ finito, è diventato un partito di centro. O fai qualcosa per i deboli o non lo fai: decidi”. “Il partito c’ha anche tante persone che hanno voglia di mettersi a lavorare”; “lo stato di salute del partito è buono, anche se a Roma abbiamo qualche difficoltà”; “Stiamo iniziando a portare il renzismo a Roma”, dicono i pochi militanti in attesa di Giuliano Poletti nel banchetto a via Catania, che quando arriva sull’iniziativa di oggi dice: “Siamo in una fase di grande cambiamento, quella di oggi è un ottima occasione di confronto, di apertura e di coraggio”. Poletti visita il mercato rionale nelle vicinanze del banchetto e tra strette di mano e saluti qualcuno lo avvicina per dirgli: “Qui gli italiani sono alla frutta”. Il più netto è Gianni Cuperlo: “I banchetti, pur essendo una buona iniziativa, ovviamente non bastano. Nel partito ci sono difficoltà, io ho fatto una proposta a Matteo Renzi, un congresso straordinario nei primi mesi dell’anno, che non si occupi della leadership ma del partito”. Matteo Orfini, che ha scelto di presenziare al banchetto nel quartiere di Tor Bella Monaca, mostra a Mirko ‘Missouri 4’ (l’inviato del programma tv ‘Gazebo’, ndr) un grafico con i dati delle ultime elezioni europee: “Il Problema del Pd a Roma sono le periferie