Cosa direi a un trentenne? Ho scritto un libro a riguardo, “Trova lavoro subito!”. Gli direi di andare via dall’Italia, se può. Quella delle pensioni per i giovani non è una partita di giro, ma una partita di giro per il culo”. Così Alberto Forchielli, presidente di Osservatorio Asia, commenta l’allarme lanciato dal presidente Inps, Tito Boeri, sulla situazione previdenziale dei 35enni di oggi. Ospite di 24 Mattino, su Radio24, il fondatore di Mandarin Capital Partners fotografa con toni pessimisti la situazione economica italiana: “Il problema delle pensioni è vecchio come il cucco. Io mi sono laureato nel 1978, avevo 22 anni e già allora capii che non avrei mai avuto la pensione. Per questo motivo non ho mai praticamente versato un contributo, non ho nemmeno riscattato la laurea. Boeri poi” – continua – “dice i trentenni di oggi saranno costretti a lavorare fino a 75 anni. Ma quale percentuale di ragazzi arriverà a lavorare a 75 anni in un posto regolare, coi contributi? Sono quasi tutti precari”. L’imprenditore ironizza anche sul governo: “Renzi sono come Otto e Barnelli, quel duo musicale lanciato da Renzo Arbore a ‘L’altra domenica’: suonano la grancassa e il tamburo, fanno la stessa musica. Renzi assicura che l’Italia sta crescendo, sfoderando un decimale di crescita che è il nulla, è solo una piccola variazione statistica. Ma che viaggi si fa? Crede di essere il Cracco dell’economia? Non sarà invece un crack e basta? Lo 0,8 non è crescita. Non è tecnicamente recessione, ma non è niente. Sono dibattiti assolutamente sterili”. E aggiunge: “L’altro giorno ho visto in tv Padoan con una giacca che sembrava un accappatoio. Ma che sarto ha? Secondo me, va da Dolce e Gabanaza a farsi i vestiti. Non se ne può più”. Forchielli si esprime anche sulle contestate dichiarazioni del ministro Poletti: “Bisogna laurearsi prestissimo con 110. Tra un laureato 21enne con un voto basso e un altro più grande con una laurea a pieni voti, non scelgo nessuno. Opto per il diplomato con il massimo dei voti. Appena arriva un curriculum vitae, la prima cosa che guardo è il voto di laurea, poi il voto di diploma e infine l’età”. Inevitabile il commento sarcastico sul caso Vatileaks: “Chaouqui? E’ come quel gran pezzo dell’Ubalda, tutta nuda e tutta calda, che propone al prete la cugina Silvana tutta tana. Ma quanto scommettiamo che prima o poi vedremo la Chaouqui su Playboy? Tanto finiscono sempre lì. E meno male che fa di nome Immacolata, figurati se si chiamava Crudelia. Com’è entrata in Vaticano questa, con quali criteri, con quali meccanismi? Come se non ci fossero delle donne intelligenti in Italia… e vanno a prendere proprio quella lì. La Chaouqui è buona a fare la testimonial del Dash: nonostante tutte quelle macchie, è Immacolata”. Forchielli fa una disamina della intricatissima situazione internazionale e dell’allarme terrorismo: “Al tavolo anti-Califfato sono Putin e Obama a gestire le fila della lotta all’Isis. L’Europa non è di casa, le nostre forze limitari si limitano alle fionde e a qualche cerbottana. Non credo nella forza delle armi, ma per bloccare l’Isis devi strozzarlo e stoppare le vie finanziarie”. L’imprenditore spiega le ragioni per cui è favorevole a Putin e si pronuncia, nel finale, sul broker thailandese Bee Taechaubol: “Mr. Bee è schienato come una sogliola, altro che soldi al Milan