Questo movimento rischia di perdere quella forza che è fondamentale per combattere la mafia, quindi vogliamo dare un contributo per rilegittimare e anche per collocare il movimento antimafia nella lotta alla mafia di oggi, non solo quella delle stragi del ’92, perché le mafie sono profondamente cambiate e occorre una coscienza civile nuova nel Paese per fare una lotta vera“. Così il presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi – durante la presentazione a Napoli del libro “Storia dell’Italia mafiosa” di Isaia Sales – commenta al ilfattoquotidiano.it l’inchiesta sul movimento antimafia. “Alcuni fatti che si sono verificati – ha aggiunto la Bindi – rischiano di appannare un movimento al quale dobbiamo tanto anche per i risultati ottenuti”. Di indagine doverosa ha parlato anche il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti. “Credo che – ha detto – sia un’indagine forse dolorosa, ma necessaria. Poi vedremo quello che risulterà. L’Antimafia che non funziona o che addirittura si mostra in certi casi, per fortuna già individuati e circoscritti, collusa con le mafie o con centri di poteri illegali – ha proseguito Roberti – è una cosa estremamente dannosa e deprecabile. Le mafie hanno fatto danni immani, quella di Fava (il vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, ndr) che ha detto che l’antimafia rischia di fare più danni della mafia, mi sembra una voluta esagerazione che serve però a rendere bene il concetto per cui l’antimafia che non fa bene l’antimafia fa molto danno. Purtroppo – conclude il procuratore – c’è il rischio che si perda credibilità e che i cittadini perdano fiducia. E questo è gravissimo”