Ora il salvataggio di Aamps, l’azienda municipalizzata della raccolta rifiuti a Livorno, sembra sempre più difficile. Il piano d’emergenza del sindaco Filippo Nogarin si complica: l’assemblea dei fornitori Aamps che aderiscono alla Cna ha infatti formalizzato il suo “no secco” all’ipotesi di concordato preventivo sostenuto dal Comune. “Il commissario non potrà far altro che decretare il fallimento” secondo il segretario della Fp-Cgil Giovanni Golino. Di tutt’altro avviso l’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti: “Fallimento? Non è ancora affatto detto. La situazione è complessa”.

Le imprese rappresentate dall’associazione delle piccole e medie nell’indotto Aamps sono 15 con 370 dipendenti e vantano, dicono, 5 milioni di euro di crediti. Le ditte si dichiarano disponibili solo “a una ristrutturazione garantita del debito”. Chiedono insomma “specifiche garanzie di riscossione per evitare questa volta il mancato rispetto dei tempi di pagamento” e “l’impegno di Aamps a ricapitalizzare nel frattempo la parte necessaria per uscire dall’emergenza”. “La sensazione forte che hanno le imprese – dichiara il direttore Marco Valtriani – è che la sorte dei loro crediti si stia giocando più su un terreno politico che tecnico”. Secondo Golino “è uno schiaffo al sindaco e a Lemmetti”. L’assemblea decisiva dei soci di Aamps è fissata al 12 dicembre: “Nogarin – è l’appello del sindacalista – faccia marcia indietro e mantenga quanto promesso: ricapitalizzi l’azienda e salvi 500 lavoratori. Altrimenti la strada è già tracciata: Aamps va verso il fallimento”.

gianni lemmettiSecondo l’assessore Lemmetti la posizione delle ditte Cna non chiude però affatto la partita: “E’ solo un passo ‘politico’ che non ha alcuna valenza giuridica: il voto valido sarà ovviamente quello espresso in seno all’adunanza dei creditori. Prendiamo comunque atto di quanto emerso al termine dell’assemblea”. L’indotto Cna ha insomma un “peso” importante” (5 milioni di crediti) ma secondo Lemmetti non decisivo: “Non è affatto detto che Aamps vada verso il fallimento. Le maggioranze previste per l’omologa del concordato sono stabilite in relazione alle classi con cui verranno distribuiti i debiti. E’ ancora prematuro fare previsioni: il piano di concordato è un documento complesso”. Lemmetti poi conclude: “Vorrei comunque sottolineare che a oggi Aamps non ha ancora presentato alcuna richiesta di concordato”. Il conto alla rovescia per l’assemblea dei soci Aamps fissata al 12 dicembre è iniziato: una retromarcia di Nogarin sembra però al momento alquanto improbabile.