Avrete sicuramente notato che The Martian (da noi Il Sopravvissuto) di Ridley Scott (con l’astronauta americano abbandonato per morto, ma che si rifà vivo sicché, mentre lui fa il Robinson, ai compagni tocca rifare il lunghissimo viaggio per andare a riprenderselo) si procura il lieto fine grazie all’aiuto che, al momento giusto, gli USA ricevono dai cinesi.

La situazione ce ne ha fatta venire in mente un’altra di opposto taglio: il Missione Goldfinger, del 1965, in cui 007 Connery aveva a che fare col noto criminale globale Gert Frobe, appoggiato sotto sotto dai cinesi maoisti della Rivoluzione Culturale. È vero, in quel 1965, sette anni prima che Nixon accompagnato da Kissinger si recasse da Mao a Pechino per giocare ai due forni rispetto all’interlocutore sovietico, i cinesi erano i piantagrane del mondo, il loro protettorato albanese non li rendeva più simpatici, e Bellocchio era il solo a pensare che la Cina fosse vicina. Oggi invece i cinesi sono cooperativi e competitivi, ci sfidano imitandoci e non negandoci e dunque possono ben cooperare al lieto fine dei film che vanno per la maggiore.

Ma non è la politica che ispira gli sceneggiatori di Hollywood bensì il denaro. Quello degli incassi nei cinematografi della Cina (l’unico Paese in cui gli schermi si stanno tumultuosamente moltiplicando), soldi ottenibili a patto di rientrare nella quarantina di film prodotti all’estero che agli stranieri è concesso introdurre in quel mercatone. E quindi, sia per ottenere il visto delle autorità sia per compiacere il pubblico, torna talvolta utile aggiustare nella direzione più lucrosa le svolte dello script.

Tant’è che nell’ultimo fine settimana di novembre (e ringraziamo chi da Pechino ce lo ha documentato) The Martian è stati il film dai maggiori incassi e in soli 5 giorni di programmazione ha rastrellato 307 milioni di yuan, equivalenti a quarantasei milioni di dollari (lo stesso film in Italia ha incassato sette milioni di euro in un mese di programmazione). Sulla buona strada per avvicinare e forse superare i 75 milioni di euro accumulati in Cina da Spectre (contro i 12 milioni euro raccolti in Italia). E va sottolineato che gli incassi dei film “non americani” seguono a distanza siderale quelli di Hollywood, a conferma che la narrazione che proviene da lì è davvero universale.

Una pacchia, sempre che l’intesa USA-Cina duri e perduri. Perché, ricordiamo, ancora nel 1979 il pappa e ciccia era con l’URSS, tant’è vero che in Meteor, era l’uso convergente di missili USA e URSS ideato dallo scienziato Sean Connery, che riusciva a frantumare un gigantesco e fatale asteroide. Poi arrivò l’invasione dell’Afghanistan, Reagan si installò alla Casa Bianca e i comunisti russi buoni sparirono dai film americani. Vedremo con quelli cinesi.