Stando per qualche ora a Rozzano, provincia di Milano, tra la scuola di via Milano e quella di via dei Glicini, si capisce che la polemica di questi giorni contro il preside Marco Parma non ha nulla a che vedere con la religione, con i presepi e le tradizioni natalizie. Chi sfila fuori dai cancelli sono politici in cerca di ribalta o gente del posto che ha trovato l’ennesimo campo di battaglia per combattere la guerra preferita dal populismo leghista e non solo, quella che vede opposti i penultimi agli ultimi. Così, mentre le pensionate portano pesanti croci al collo, davanti alla scuola si punta il dito contro qualche immigrato, accusandolo di andare in chiesa solo per prendere i soldi o gridandogli la frustrazione per il mancato accesso alle graduatorie delle case popolari. La scuola, il presepe e i canti di Natale, fanno così da sfondo all’espressione dei peggiori sentimenti dell’animo umano. Salvini sorride