M5S? Difettano in coerenza e capacità. Ad esempio, ce l’hanno con la Tav, però poi Casaleggio scorrazza su e giù per l’Italia usando l’alta velocità. E’ come un vegano che fa battaglie contro la macellazione delle mucche e poi lo trovi al ristorante a mangiarsi una bistecca alla fiorentina”. Così il senatore Pd Stefano Esposito esprime il suo attacco frontale al Movimento 5 Stelle, prendendo spunto dall’emergenza rifiuti a Livorno. Ospite di Ecg Regione, su Radio Cusano Campus, l’ex assessore ai Trasporti del Comune di Roma non risparmia staffilate al sindaco pentastellato del capoluogo toscano, Filippo Nogarin: “Mi ha fatto molto ridere che il sindaco grillino di Livorno si ritrovi immondizia in mezzo alla strada e, invece di assumersi le responsabilità, dà la colpa all’amministrazione precedente e allo sciopero dei netturbini. Se non stai risolvendo questi problemi, vuol dire che non sei capace, quindi dimettiti. E’ inutile che continuino con la storiella che vogliono essere messi alla prova se poi quando vengono votati non risolvono nessun problema. Peraltro, non stanno neppure governando grandi città e stanno facendo guai. Figuriamoci se avessero per le mani una grande metropoli, che disastri combinerebbero”. E aggiunge: “Se vogliono, possiamo confrontarci in un breve streaming. Devono evitare di far pagare ai cittadini il prezzo della loro incompetenza. A Parma sono stati eletti dicendo che non ci sarebbe mai stato l’inceneritore e per fortuna il termovalorizzatore funziona. Devono sempre dare la colpa a qualcun altro”. Esposito si pronuncia anche sulla sentenza con cui il Tribunale di Torino lo ha condannato per diffamazione nei confronti di quattro attivisti No Tav per un articolo, pubblicato sul suo blog: “Per la mia condanna non si è indignato nessuno. Ma ci tengo a dirlo: non sono Erri De Luca, non voglio, né mi interessa esserlo. Mi ha fatto ridere questa vicenda perché è la conferma di quanto sia stato strumentale tutto il can can mediatico scatenato da direttori di giornali e di reti televisive, da conduttori, da musicisti e da qualche intellettuale sul povero Erri De Luca”. E puntualizza: “C’è una bella differenza tra il mio caso e quello di Erri De Luca. Lui ha fatto una affermazione, a mio avviso sbagliata, si sono indignati in tanti, lo hanno invitato a dire la sua e ci ha addirittura scritto un libro sopra, incassando molto probabilmente anche un bel po’ di royalty. Io invece, nel mio agire politico dal 2001” – continua – “ho fatto nomi e cognomi di quelli che sono notoriamente i capi politici del movimento No Tav. Ho chiesto che venissero perseguiti a norma di legge e sono stato condannato. Ne prendo atto, vado in Appello senza fare tante storie e tante manfrine, perché continuo a pensare che le sentenze non si commentano ma si rispettano”. E rincara: “Non amavo il vittimismo di Berlusconi, ovviamente tollero ancora meno quello di gente come Erri De Luca e del circo che gli è stato intorno. Circo figlio anche di quella cultura degli anni ‘70 e di quella Lotta Continua. Evidentemente nella storia di De Luca si son visti risvegliare qualche ardore giovanile, come la lotta contro lo Stato”