Ha comunicato il suo addio con una toccante lettera indirizzata direttamente alla pallacanestro. Kobe Bryant abbandonerà i parquet la prossima primavera, al termine della stagione Nba. Dopo 20 anni di successi e decine di giocate memorabili, tutte con la maglia dei Los Angeles Lakers. Ha vinto cinque anelli, due volte il trofeo di miglior giocatore delle Finals e un titolo Mvp. Ha frantumato record su record: 81 punti in una sola partita, seconda miglior prestazione di sempre; 62 in tre quarti contro i Dallas Mavericks, che nello stesso arco di tempo ne segnarono 61; il 2 febbraio 2009 al Madison Square Garden arrivò a realizzarne 61, cosa mai riuscita davanti al pubblico più esigente degli Stati Uniti. Una leggenda vivente che chiude così il suo saluto al basket: “Non importa cosa farò dopo, sarò sempre quel bambino con i calzettoni alzati, il cestino nell’angolo: 5 secondi sul cronometro, palla tra le mani 5… 4… 3… 2… 1…”. Canestro. Solitamente, in questi venti anni, è finita così. Come testimoniano queste immagini