Seconda multa per il gruppo Volkswagen per la frode sulle emissioni di NOx legate al software installato sui motori diesel EA 189. Dopo il Brasile, è stata la Corea del Sud a sanzionare il colosso tedesco. L’entità della multa impressiona tuttavia più nella valuta locale che nella divisa unica. Si tratta di 14,1 miliardi di won, ovvero 11,6 milioni di euro.

Le autorità asiatiche hanno anche imposto a Volkswagen di presentare entro il 6 gennaio del 2016 un dettagliato piano per il richiamo dei 125.522 veicoli coinvolti e la loro messa a norma. In seguito al caso sollevato dall’Epa negli Stati Uniti, anche a Seul il Ministero per l’Ambiente aveva sottoposto diversi modelli venduti nel paese a controlli specifici rilevando la non corrispondenza dei dati sia su auto a marchio Volkswagen sia su auto a marchio Audi in virtù del ricorso al software proibito. Le autorità hanno anche imposto la sospensione delle vendite delle auto che non rispettano i limiti di legge che si trovano ancora presso le concessionarie.

Le analisi volute dal Ministero sono scattate lo scorso ottobre ed hanno riguardato numerosi modelli equipaggiati con unità a gasolio importate in Corea del Sud, incluse Golf, Jetta e Audi A3 berlina. Dovranno tornare necessariamente nelle officine 15 modelli, tra i quali VW Tiguan (il più esposto) e VW Beetle, ma anche Audi Q5, Q3 e A4.

La filiale coreana del gruppo, scrive The Wall Street Journal, ha accettato le conclusioni dell’inchiesta governativa e adotterà i provvedimenti necessari seconde le normative. Che saranno basati sulle procedure tecniche stabilite presso il quartier generale di Wolfsburg, una parte delle quali sono già state accettate dall’Autorità federale per i trasporti tedesca (Kba). Già in ottobre, così come aveva fatto Michael Horn negli Stati Uniti, Thomas Kühl, numero uno in Corea, si era scusato ufficialmente.

Il Ministero dell’ambiente ha fatto sapere di voler esaminare anche i valori di altri costruttori stranieri, ad esempio quelli della auto di Mercedes-Benz e di BMW, marchi che si sono ritagliati sempre maggiori quote di mercato negli ultimi anni. Nei soli primi otto mesi del 2015 (il dieselgate è esploso a settembre) le importazioni dalla Germania sono cresciute del 18% dopo essere esplose del 43% nel 2014. Volskwagen e Audi valgono poco meno di un terzo del totale dei volumi stranieri. In ottobre le vendite di Volkswagen sono crollate del 46%. Anche in Corea del Sud si profila una class action contro il costruttore per la quale i legali avrebbero già raccolto duemila adesioni di clienti VW e Audi. Entro la fine aprile, le autorità contano di sottoporre a verifiche anche le auto a gasolio dei costruttori locali, tra le altre di Hyundai e Kia.