I nostri amici sono venuti lì ad ascoltare il rock’n’roll e sono morti. Vogliamo essere la prima band a suonare al Bataclan quando sarà riaperto. Voglio tornare lì e vivere“. Sono le commosse parole di Jesse Hughes, front-man della band americana Eagles of Death Metal, in un’intervista esclusiva a ‘Vice News’ (qui il video integrale). Hughes, insieme agli altri componenti del gruppo, ricorda le ore di terrore vissute in quel tragico 13 novembre, quando gli attentatori dell’Isis hanno ucciso 89 persone, mentre la band si esibiva sul palco del Bataclan. Hughes, che si è trovato faccia a faccia con uno dei terroristi mentre cercava la sua ragazza, racconta, tra le lacrime, tutto quello che si è susseguito in quei terribili momenti: “Molte persone si sono nascoste nel nostro camerino quella sera. E i terroristi sono riusciti ad entrare e li hanno uccisi, a parte un ragazzo che si nascondeva sotto la mia giacca di pelle. Uno dei motivi principali per cui sono morte così tante persone perché non volevano abbandonare i loro amici. In tanti hanno fatto da scudo ad altri”. E menziona, visibilmente commosso, Nick Alexander, il responsabile del merchandising della band, rimasto ucciso da un proiettile: “Non ha chiesto aiuto perché non voleva che qualcun altro fosse ferito. E mi sento così in colpa di aver lasciato alle mie spalle, lì sul palco, Matt (il bassista del gruppo, Matt McJunkins, ndr)”. Il leader della band, poi, annuncia: “A ottobre avevamo fatto una cover del brano “Save a prayer” dei Duran Duran. Devolveremo tutti i diritti e le royalty della nostra canzone alle vittime