Con le ricette delle marmellate tramandate dalla nonna è riuscita ad arrivare sul mercato del food made in Italy a New York, lasciandosi alle spalle un lavoro sicuro in un’azienda e investendo tutto sulla sua passione per la cucina. Giorgia Rinaldi, 38enne originaria di Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, dopo una vita da responsabile commerciale in varie aziende del reggiano, ha fatto la sua scommessa fondando il laboratorio culinario “Happy Mama”, con cui produce confetture, composte e salse da contorno dolci e salate. Tutto rigorosamente come vuole la migliore tradizione emiliana.

L’attività è cominciata più di quattro anni fa quasi per gioco con alcune amiche con cui Giorgia faceva marmellate da vendere nei mercatini e alla fiere. Poi, nel giro di pochi anni, con il sostegno del compagno e della famiglia, la scelta di licenziarsi e trasformare il suo hobby in un vero e proprio lavoro a tempo pieno. “Sono sempre stata contenta del mio precedente impiego, ma un giorno ho pensato che bisogna essere felici di quello che si fa quando ci si sveglia al mattino – racconta Giorgia a ilfattoquotidiano.it – La cucina è sempre stata la mia passione, e in più avevo la mia esperienza aziendale. Quando ho visto che nei mercatini riuscivamo a vendere, ho cominciato a sognare di far diventare quest’idea un’azienda, e allora ho pensato di fare un passo in più”.

“Un giorno ho pensato che bisogna essere felici quando ci si sveglia. Ho visto che le mie marmellate andavano bene nei mercatini. Quindi ho fatto un passo in più”

Così è nato il marchio Happy Mama, dedicato alla figlia di 16 anni che, racconta Giorgia, “è cresciuta e maturata insieme a me, e a cui un giorno spero di lasciare quello che sto creando”. Una piccola società con cui la 38enne punta ad andare lontano, che nasce però dalla semplicità, dall’amore per la sua terra e le sue radici contadine. E non solo per le materie prime adoperate, frutta e verdura fresche senza additivi, che provengono tutte da aziende locali. Nei barattoli di marmellata e confettura, che vanno dalle pere e cioccolato fino allo strudel, sono racchiusi infatti, spiega Giorgia, anche i segreti delle cose “fatte in casa”.

Le ricette utilizzate sono quelle di famiglia, passate di madre in figlia e arrivate fino a lei, che ne ha fatto tesoro arricchendole con i consigli di zie ultracentenarie o di amiche della zona, e mixandole con spezie e altri ingredienti per dare origine a nuovi gusti. “Ho vissuto con mia madre e con mia nonna, che era una matriarca di una delle più antiche famiglie contadine di Cavriago – racconta – Ai suoi tempi, che erano tempi di guerra, la gente non buttava via nulla. Io ho imparato tutto da loro: penso che ogni prodotto abbia un’anima e debba essere valorizzato”.

“Ho vissuto con mia madre e con mia nonna. Ai loro tempi, che erano tempi di guerra, non si buttava via nulla. Io ho imparato tutto da loro: penso che ogni prodotto abbia un’anima e debba essere valorizzato”

Di certo, l’impegno per questa nuova avventura è stato molto e non sempre facile, e richiede un impegno costante, senza mai un attimo di sosta. “Ci sono così tante cose da fare tutti i giorni che non mi accorgo neanche più quando arriva la domenica – aggiunge – Ma sin dall’inizio ho creduto e investito tanto in questo progetto, volevo realizzare qualcosa di serio e duraturo”. Due anni fa con il sito internet sono cominciate le vendite nei negozi su tutto il territorio nazionale e le fiere selezionate per prendere contatti e ottenere visibilità nel settore. Poi lo scorso giugno le marmellate sono volate alla fiera Summer Fancy Food di New York, dove il marchio Happy Mama è stato selezionato per il padiglione Italia insieme ai big del made in Italy. Questa esperienza ha aperto le porte all’esportazione oltreoceano dei prodotti realizzati nel laboratorio di Barco di Bibbiano, che presto aprirà un ufficio commerciale con sede nella Grande Mela.

Un altro traguardo importante, anche se per Giorgia è solo un nuovo inizio. “Io ho sempre creduto molto nel made in Italy, e quindi voglio andare avanti. Anche se – precisa – nel nostro Paese gli artigiani non sono valorizzati come dovrebbero”. Giorgia sa che “la strada da fare è ancora tanta e sicuramente faticosa”, ma non può rinunciare al suo progetto. Perché, conclude, “sono felice della scelta che ho fatto”.