Il suo comune è il primo in Lombardia a essere stato sciolto per mafia. Lui, l’ex sindaco Alfredo Celeste, ex socialista poi Pdl, è coinvolto in un processo per corruzione sui rapporti tra politica e cosche. Ma la Curia di Milano gli ha affidato una cattedra di religione al liceo scientifico “Vico” di Corsico. Una supplenza scomoda che ha sollevato polemiche e irritato i sindaci di Corsico, Cesano Boscone, Buccinasco e Trezzano sul Naviglio che ieri hanno scritto una lettera a don Gian Battista Rota, responsabile del servizio di insegnamento di religione cattolica della diocesi di Milano, al suo vice don Fabio Landi e al cardinale Angelo Scola, per chiedere la revisione dell’incarico.

A Filippo Errante, a capo del Comune di Corsico e primo firmatario della missiva, non è proprio piaciuta la scelta della Curia di inviare in classe l’ex amministratore per il quale il pubblico ministero ha chiesto in primo grado una condanna di tre anni e sei mesi per corruzione. “Abbiamo appreso da alcuni genitori – scrivono i sindaci – che la diocesi di Milano ha assegnato al liceo scientifico “Vico” il docente Aldredo Celeste come insegnante di religione. Una scelta che riteniamo inopportuna e in contrasto con quanto previsto dai requisiti dell’Arcidiocesi di Milano per il riconoscimento dell’idoneità all’insegnamenti della religione cattolica”.

Gli amministratori ricordano nella lettera la vicenda che coinvolge il docente: “Conoscerete sicuramente la storia giudiziaria di Celeste, che è tutt’altro che conclusa. E saprete certamente che era sindaco di Sedriano, primo comune lombardo ad essere sciolto per infiltrazioni mafiose, in particolare la ‘ndrangheta. Tre anni fa lo avevate sospeso perché destinatario di un provvedimento di custodia cautelare a domicilio. E oggi, che è sotto processo, lo ritenete idoneo a svolgere l’attività di insegnamento a ragazzi delle scuole superiori?”.

Dall’altro canto va detto che già nel settembre 2014 la Curia di Milano aveva ritenuto Celeste idoneo all’insegnamento e lo aveva assegnato al liceo di Arconate creando imbarazzo alla dirigenza della scuola che aveva chiesto alla Procura di Milano gli atti giudiziari e inoltrato alla diocesi una richiesta di chiarimento sui procedimenti di reclutamento messi in atto. Ora si riapre un nuovo caso. I primi cittadini non intendono lasciar cadere la questione: “Abbiamo già preso contatti con la preside Silvia Bassi – scrivono – dalla quale abbiamo ricevuto solidarietà e condivisione rispetto alla nostra preoccupazione sulla scelta assunta. Vi chiediamo quindi di rivedere la vostra decisione e di valutare l’opportunità di trasferire il docente di religione appena nominato”. Don Gian Battista Rota e l’ufficio comunicazione della Curia, contattati da ilfattoquotidiano.it, non hanno risposto in merito alla questione.