Doveva essere il funerale dell’amministrazione di Ignazio Marino, come aveva annunciato il segretario del circolo romano, Marco Sculco. Invece a San Basilio è andato in scena lo psicodramma del Pd. Bagarre, insulti e caos durante gli interventi degli iscritti. “Ha abbandonato le periferie, la metro non si è vista, la criminalità è aumentata, si è concentrato soltanto sul centro della città”, hanno attaccato i più critici. Ma i sostenitori dell’ex sindaco, ospite della serata, prevalgono: non solo numericamente. “E’ stato cacciato, e ci siamo tenuti Alemanno per cinque anni, è un partito fascista altro che democratico”, gridano. L’incontro organizzato dal circolo aveva già suscitato polemiche nei giorni scorsi. Il commissario Matteo Orfini aveva storto il naso per l’invito all’ex sindaco, tanto da spingere il segretario del circolo a prendere le distanze da Marino: “Non vogliamo candidarlo alle primarie, ma sancire la fine di questa amministrazione”, ha scritto su facebook Sculco. Ma la frase ha fatto imbestialire iscritti ed elettori del Pd. “Marino è il futuro, io lo voterò con qualunque lista si candidi, il Pd a Roma è morto, se la prenderà in der secchio”, replicano i sostenitori. “Vogliono impedire che si candidi, ma non si è rotto il rapporto tra la città e Marino, ma tra gli elettori e il Pd nazionale”. L’affaire Marino, insomma, divide e inasprisce lo scontro interno. “E’ stato un dibattito costruttivo, noi abbiamo avuto il coraggio di farlo, ma Marino è il passato, adesso bisogna guardare avanti. Qui a San Basilio siamo convinti del fallimento, la clap pensa altro”, spiega Sculco. Eppure anche in periferia non si è digerita del tutto la cacciata: “Non si sfiducia il sindaco della Capitale dal notaio, io alle prossime elezioni non voterò Pd, a malincuore”