Bagno di folla per Ignazio Marino, ex sindaco di Roma,  al circolo Pd di San Basilio, dove è stato invitato per un dibattito sul futuro della Capitale. “Sei ancora il nostro sindaco”, gridano i sostenitori. “Il Pd si sta suicidando, io voglio evitarlo. Sento il dovere, come nativo del Pd, di lavorare per impedire questo suicidio. E’ nei fatti una grave sospensione della democrazia nella nostra città, il partito pensa anche a rinviare le elezioni del 2016″, afferma l’ex primo cittadino.  “Quando si sceglie nelle stanze chiuse, senza più il contatto con la gente, è un fatto grave. Come quando candidammo Rutelli nel 2008, quella scelta portò i fascisti in Campidoglio”, aggiunge. Poi Marino rivendica con orgoglio le sue scelte amministrative: “Non vorrei che dopo il ritorno dei Tredicine a piazza Navona e i camion bar si pensasse a riaprire anche Malagrotta per far fronte al Giubileo, spero non accada”. Ormai è chiaro: l’ex sindaco non ha alcuna intenzione di abbandonare il campo. Intanto il suo partito sembra fare di tutto per ostacolarlo: nuove regole per le primarie, interdette agli ex sindaci, norme ad hoc che eliminerebbero in in un solo colpo il candidato a Napoli, Antonio Bassolino, e il ‘marziano’ Marino. Ma a ribattere c’è tempo, il professore non risponde alle domande dei cronisti e si concede soltanto ai selfie e agli abbracci dei fan. “Questo è il rapporto che secondo il Pd si è rotto tra la città e Marino, guardate quanta gente è qui spontaneamente”, fa notare un sostenitore