Remote Sensing Devices (RSD) è il nome di un sistema in grado di controllare “al volo” le emissioni delle auto che passano per strada, una sorta di “autovelox” dei gas di scarico. In America viene impiegato in diversi stati (per esempio British Columbia, Colorado, Indiana, Maryland, Ohio e Tennessee) e lo scandalo sulle emissioni manipolate della Volkswagen potrebbe fungere da straordinario volano. Il sistema, fa sapere la società che lo ha messo a punto, la Opus Inspection, assicura controlli annuali su 6 milioni di veicoli. La tecnologia mobile è in grado analizzare le emissioni nel giro di un secondo.

Le apparecchiature impiegano raggi infrarossi e ultravioletti a bassa intensità. Per prevenire lamentele, la società precisa che si tratta di una soluzione innocua, almeno dal punto di vista della salute. Altro discorso è quello economico. La tecnologia è in grado di analizzare i dati sulle emissioni di un veicolo in condizioni di impiego normale, anche se molto dipende da dove viene sistemata la stazione di rilevamento: all’imbocco di una salita è chiaro che i dati saranno ben diversi rispetto a quelli ottenuti, ad esempio, lungo un falsopiano.

L’RSD è in grado di misurare le concentrazioni di monossido di carbonio (CO), idrocarburi (HC), ossidi di azoto (NOx) e particolato. Poiché non è necessario che il veicolo venga fermato – una apposita telecamera rileva il numero di targa corrispondente all’analisi sulle emissioni – il traffico non risente delle operazioni di controllo. Le autorità possono poi decidere come impiegare i dati raccolti: per un’indagine conoscitiva o per inviare eventuali solleciti a proprietari a provvedere alla messa a norma dei veicoli che inquinano più del lecito.

In primo luogo l’apparecchiatura accerta velocità e accelerazione del mezzo, provvedendo a memorizzarne gli estremi. Poi, grazie al sistema di raggi che vanno da un lato all’altro della strada, i sensori ricostruiscono i livelli degli agenti inquinanti grazie al modo in cui i raggi vengono interrotti e abbinano i valori al veicolo appena transitato. La società informa che con pioggia, neve, forti venti o condizioni climatiche avverse non vengono effettuate rilevazioni per evitare rischi di “contaminazioni” o risultati imprecisi.

Il sistema, coperto da brevetti, è considerato così affidabile da poter certificare i veicoli dal punto di vista ambientale. Envirotest, la controllata di Opus Inspection che si occupa della sua applicazione, assicura che, ad esempio nello stato della Virginia con il quale ha stipulato un contratto, RSD è in grado di verificare le emissioni almeno il 30% del parco circolante: i conducenti riceveranno a casa i risultati e, se i veicoli risulteranno conformi, potranno versare la tassa dovuta e ottenere già il “bollino verde”. Gli altri dovranno recarsi presso una struttura fissa e procedere alla revisione.