Sono i due talenti migliori del nostro calcio. E anche i due grandi assenti delle ultime convocazioni della nazionale di Antonio Conte. “Se vogliamo fare cose straordinarie, non servono solo calciatori straordinari ma uomini straordinari”, ha detto il ct. Per questo – nonostante fossero perfetti per il 4-4-2 che Conte ha cucito addosso alla sua Italia – Lorenzo Insigne e Domenico Berardi non c’erano contro Belgio e Romania. Alla ripresa del campionato entrambi erano chiamati a dare risposte sul campo. Non potevano essere più diverse.

Bene e male: gol (e assist) ed espulsione, vittoria e sconfitta. Insigne trascina il Napoli, Berardi affonda col Sassuolo. Si potrà obiettare che l’espulsione del talento di proprietà della Juve è parsa esagerata (calcetto di reazione dopo aver subito un brutto fallo). Ma sono i numeri ad inchiodare il calabrese. Nelle ultime tre stagioni è il giocatore più “cattivo” delle Serie A: 30 cartelli, 27 gialli e tre rossi, per un totale di 14 giornate di squalifica (e martedì dal referto del giudice sportive ne arriveranno almeno altre due). Peccato che di ruolo faccia l’attaccante, ed abbia appena 21 anni. Intemperanze a cui bisogna aggiungere il vecchio caso del rifiuto della convocazione in Under 19 (che gli costò nove mesi di inibizione), e la discontinuità di rendimento tanto col Sassuolo quanto con l’Under 21. Ce n’è abbastanza per far scivolare in secondo piano le 33 reti già messe a segno in Serie A, per allontanare Europei e Juventus (che in estate ha preferito Zaza al suo talento incostante). Il passo da enfant prodige a bad boy è breve. In Italia lo hanno già fatto tanti prima di lui.

Discorso differente per Insigne. Lui di colpi di testa non ne ha mai fatti troppi. Una reazione fuori luogo aveva fatto arrabbiare Sarri, che gli aveva riservato un paio di panchine “punitive”. Conte gli ha rimproverato uno scarso attaccamento alla maglia della nazionale, abbandonata in via precauzionale per un semplice fastidio al ginocchio. Anche in questo caso era seguita l’esclusione. Lui sembra aver imparato la lezione, almeno quella del maestro Sarri: nessuna polemica per le panchine, impegno raddoppiato, abbraccio al mister dopo il gol. E le prestazioni sono la miglior risposta possibile anche per il ct: insieme a Higuain, Lorenzo “il magnifico” forma una coppia d’attacco straordinaria (per usare un termine caro a Conte). E in questo momento è il miglior giocatore italiano della Serie A. Insieme forse a Saponara (altro talento che non piace al ct, ma stavolta per ragioni tattiche: in questa Italia pare non esserci spazio per un trequartista).

Fa bene Conte ad escluderli? Dal campo, per ora, ha ricevuto un sì e un no. Senza dimenticare l’altra risposta: quella dei risultati deludenti contro Belgio e Romania. E delle formazioni senza talento schierate in entrambe le amichevoli per tener fede ai rinnovati dettami etici, che già con Prandelli avevano avuto poca fortuna. Conte, però, non è uno che cambia idea facilmente: la strada è intrapresa, per andare a Euro 2016 Insigne e Berardi dovranno adeguarsi. Il primo ha cominciato a farlo, il secondo oggi è ancora più lontano dalla Francia. Poi di genio ribelle il calcio italiano ne avrebbe pure un altro: Mario Balotelli. Ma quello, forse, ormai è un caso perso.

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