La Fiorentina rimonta a metà nel derby e l’Inter ne approfitta: poker al Frosinone e testa solitaria della classifica, appena davanti al Napoli (2-0 a Verona) in attesa del faccia a faccia del San Paolo del prossimo weekend. La giornata sorride alla Juventus, che vincendo il faccia a faccia con il Milan continua l’operazione “Rientro a Natale“. Complice il pareggio della Viola e della Roma, i bianconeri si avvicinano alla zona Champions. Sempre più difficile, invece, il compito del Milan che dimostra d’essere un passo dietro le prime cinque del campionato. Quarta di fila senza vittorie per la Lazio, fermata all’Olimpico dal Palermo, svegliato dall’arrivo di Ballardini. Non cambia lo stato comatoso della Sampdoria dopo l’arrivo di Montella: i blucerchiati allungano il periodo nero con la sconfitta del Friuli. Consueta vittoria al cardiopalmo del Genoa, raggiunto al 93esimo dal Sassuolo e ripassato in vantaggio sull’ultima palla buona con Pavoletti. Tre punti anche per il Torino che rallenta l’Atalanta in casa, dove finora aveva sempre ben figurato, e per il Chievo che con Inglese-Meggiorini lascia il Carpi in fondo alla classifica.

RISULTATI (tra parentesi gli assist)

Bologna-Roma 2-2: 14’ Masina (Rossettini), 52’ Pjanic (rig), 72’ Dzeko (rig), 87’ Destro (rig)
Diluvio e rigori, polemiche e rivincite. La partita del Dall’Ara è una corrida che si combatte in un pantano. La Roma senza Salah e Gervinho, penalizzata dall’acquitrino, soffre e risale ma viene colpita nel finale dall’ex di turno (e tra i migliori in campo) Mattia Destro, che esulta a oltranza dopo mesi difficili e un rapporto terminato male con la squadra giallorossa. Il rigore trasformato dalla punta vale il settimo punto (su nove disponibili) della gestione Donadoni. Il Bologna è un’altra squadra dall’arrivo dell’ex tecnico del Parma e lo dimostra alla grande anche contro la Roma. Masina regala il vantaggio e dopo la rete del difensore rossoblù, gli emiliani non arretrano di un millimetro. La squadra di Garcia si rialza grazie a due penalty – sacrosanti – trasformati da Pjanic e Dzeko. L’unico modo in cui, sotto la pioggia battente, si sarebbe potuto rimettere in sesto il match. Il centrocampista bosniaco ci aveva provato già su punizione ma era stato murato da Mirante. Poi però Torosidis la combina grossa e Destro si prende la rivincita su chi lo aveva scaricato in fretta undici mesi fa. E la Roma rallenta.
Ammoniti: Mirante, Maietta, Gastaldello, Donsah, Destro (B); Manolas, Nainggolan, Iturbe, Torosidis (R)

Juventus-Milan 1-0: 65’ Dybala (Alex Sandro)
Dal banco degli imputati agli applausi scroscianti sul palco. Alex Sandro e Dybala cuciono il sorpasso al Milan e si prendono la scena. Il terzino crossa, l’argentino si dimostra ancora una volta freddo killer in area e con l’unica vera occasione della partita stende il solito fragile Milan. Il big match di giornata è una pallida riedizione di grandi partite del passato. Bianconeri e rossoneri sono frenati dalla paura di sprofondare: una vittoria rilancia, una sconfitta affonda. Ne viene fuori una partita lenta, controllata e senza padroni. Fino all’infortunio di Evra che spinge Allegri a inserire Alex Sandro. Se la fase difensiva del brasiliano riesce addirittura a ringalluzzire uno spentissimo Alessio Cerci (erroraccio nel finale, tra l’altro), la prima vera discesa sulla fascia propizia la rete della Joya, settimo sigillo stagionale, che vale i tre punti e una nuova spunta sul progetto “Ritorno a Natale”.
Ammoniti: Lichtsteiner, Sturaro (J); Alex, Kucka (M)

Verona-Napoli 0-2: 67’ Insigne (Hamsik), 73’ Higuain (Insigne)
Oltre un’ora di lento pazientare, poi gli affondi. Ancora con I soliti noti. Insigne e Higuain abbattono il muro alzato dal Verona e portano il Napoli sempre più su. Mandorlini pensa solo a difendersi, dovendo smuovere la classifica e non potendo affrontare a viso aperto l’avversario. L’intento è quello di imbrigliare il gioco di Sarri con un 4-5-1 copertissimo. La tattica regge per oltre un tempo, nel corso del quale il Napoli si fa notare solo per un paio di conclusioni da fuori. Poi però i partenopei cambiano marcia. La miccia è Lorenzo Insigne che smonta il piano del Verona con un tiro dal limite a metà della ripresa. Aperta la breccia, ci pensa il solito Gonzalo Higuain a mettere in ghiacciaia il risultato appoggiando in rete l’assist di Insigne. Decimo centro dell’argentino, al quale Rafael nega in almeno altre due occasioni la gioia del gol. Una buona notizia per il Verona: il rientro di Luca Toni dopo due mesi di stop e l’operazione al ginocchio.
Ammoniti: Greco, Pisano, Jankovic (V); Hysaj, Insigne (N)

Atalanta-Torino 0-1: 51’ Bovo (Baselli) Ammoniti: De Roon, Stendardo (A); Vives (T)

Carpi-Chievo 1-2: 8’ Inglese (Birsa) 14’ Meggiorini (Inglese), 61’ Gamberini (aut) Ammoniti: Lollo, Gagliolo, Zaccardo, Gabriel Silva (Ca); Birsa, Inglese, Radovanovic (Ch)

Fiorentina-Empoli 2-2: 18’ Livaja (Saponara), 27’ Buechel, 55’ Kalinic (Marcos Alonso), 61’ Kalinic (Babacar)
Due facce, mezza vittoria. La Fiorentina rimonta l’Empoli ma il doppio svantaggio accumulato in un primo tempo da horror non consente ai viola di rispondere al Napoli. Saponara illumina l’Empoli e lancia Livaja (fuorigioco), poi Buechel supera ancora Tatarusanu e la squadra di Giampaolo ammutolisce il Franchi dopo appena venti minuti di partita. Dopo l’intervallo Paulo Sousa dà la scossa tornando all’antico: dentro Kalinic e tutto cambia. Il fattore K impiega un quarto d’ora a ristabilire l’equilibrio e subito dopo solo la traversa salva l’Empoli dalla tripletta che sarebbe valsa un clamoroso ribaltone. Nel finale anche l’ex Vecino sfiora la rete del sorpasso ma Skorupski sventa l’ultimo assalto. Pari e patta. Il Napoli ringrazia.
Ammoniti: Vecino, Suarez, Rebic, Bernardeschi, Tomovic (F); Buechel, Livaja, Zielinski (E)

Genoa-Sassuolo 2-1: 51’ Rincon, 93’ Acerbi, 94’ Pavoletti (Cissokho) Ammoniti: Perin, Rincon, Burdisso (G) Espulsi: Perotti (G); Berardi (S)

Lazio-Palermo 1-1: 21’ Goldaniga, 69’ Candreva (rig) Ammoniti: Gentiletti, Matri, Biglia (L); Chochev, Hilijemark, Trajkovski (P)

Udinese-Sampdoria 1-0: Badu (Thereau) Ammoniti: Iturra, Felipe, Danilo (U); Silvestre (S) Espulsi: Zukanovic (S)

Inter-Frosinone 4-0: 29’ Biabiany, 53’ Icardi (Ljajic), 87’ Murillo (Jovetic), 92’ Brozovic
L’Inter apparecchia lo scenario perfetto in vista del big-match di Napoli: abbatte il Frosinone, si prende la testa solitaria della classifica, per la prima in stagione segna 4 gol in una sola partita (ne aveva segnati 12 in 12 partite fino a qui) e Mancini vara il 4-2-3-1 con il ritorno di Biabiany da titolare. E il francese, dopo la lunga assenza per problemi cardiaci trova anche il primo gol in nerazzurro. Ultimo dettaglio, tutt’altro che secondario in vista del faccia a faccia del San Paolo contro il capocannoniere della A Gonzalo Higuain: l’Inter non subisce gol da 4 partite. L’ultima volta in cui Handanovic è stato battuto era il 24 ottobre e si giocava a Palermo. Oltretutto, la rete dei rosanero era nata dopo uno sfortunato flipper in area. Insomma, Sarri è avvisato. Anche perché con i tre uomini dietro Icardi, i nerazzurri sembrano avere maggiore capacità di dar fastidio alle difese avversarie. Vero è che il Frosinone ha dovuto rinunciare a cinque titolari e si è reso pericoloso due volte sullo zero a zero. Ma dal vantaggio firmato da Biabiany al 29esimo, la partita è diventato un monologo. Arricchito dallo splendido scambio nello stretto tra Ljajic e Icardi per il raddoppio e da numerose occasioni sprecate da Jovetic e ancora da Ljajic prima del tris di Murillo e dal poker di Brozovic nel finale. Per una sera l’Inter fa il Napoli e si prepara a sfidarlo per capire se quel gap di gioco evidenziato da inizio di stagione fino a stasera è colmato definitivamente.
Ammoniti: Miranda (I); Soddimo, Diakitè, Paganini (F)

Classifica (*una partita in meno)

Inter 30
Napoli 28
Fiorentina 28
Roma 27
Sassuolo
Juventus 21
Milan 20
Lazio 19
Torino 18
Atalanta 18
Chievo 16
Sampdoria 16
Genoa 16
Palermo 15
Udinese 15
Empoli 15
Bologna 13
Frosinone 11
Verona 6
Carpi 6