Doppia eliminazione, ieri sera, sul palco di X Factor. Il talent condotto su SkyUno da Alessandro Cattelan è arrivato al giro di boa e adesso si comincia a fare sul serio.
A farne le spese, nella prima manche sin troppo veloce, con i concorrenti a cantare un minutino di canzone uno dietro l’altro, è stato Leonardo, ragazzo dalla bella voce ma dal carattere problematico, membro del team Mika, ormai ridotto all’osso, con il solo Luca (il sedicenne amato dalle bimbeminkia italiche) a tenere alta la bandiera della popstar anglo-libanese. E anche i Landlord sono stati eliminati.

Ma la puntata, ancor prima dell’eliminazione di Leonardo, si era aperta con un omaggio alle vittime di Parigi: tutti i ragazzi di questa edizione, i vincitori delle ultime quattro targate Sky e alcuni concorrenti degli anni passati hanno cantato Imagine, in un tripudio di candele e luci soffuse. Da segnalare le lacrime a stento trattenute dal solitamente impassibile Cattelan.
Dopo la prima manche al fulmicotone, arriva il superospite della serata, un Franco Battiato stralunato come sempre, che sembrava un marziano su quel palco così poco adatto al suo modo di essere. Il Maestro catanese ha cantato La cura, uno dei suoi capolavori, e chissà perché non si è esibito con Mika in Centro di gravità permanente, visto che il duetto è contenuto nell’ultimo Greatest Hits di Battiato.

Il secondo eliminato è uscito da un’unica manche, con i sette concorrenti rimasti a contendersi i sei posti disponibili per andare avanti. Anche ieri sera, la nona edizione di X Factor ha mostrato il suo unico, enorme problema: le assegnazioni dei brani. Continua la gara tra i giudici a chi tira fuori dal cilindro la scelta più di nicchia, sconosciuta ai più. Ormai siamo in piena gara fighetta tra Mika, Fedez, Elio e Skin, e probabilmente non ci resta che rassegnarci: quest’anno va così. L’unica canzone italiana arriva dopo un’ora abbondante di trasmissione, con Elio che ha affidato Vedrai vedrai di Luigi Tenco a Davide (bravo, a parte un finale gorgheggiante che con Tento c’entrava zero).

Il più debole del gruppone sembra il giovanissimo Luca, ma le possibilità di vederlo giustamente eliminato sono vicine alle zero. Piace troppo alle ragazzine, con la sua faccia pulita. E infatti al ballottaggio non ci va mica lui, ma due pezzi da novanta di questa edizione: i LandLord (team Fedez) e, a sorpresa, il sex symbol di quest’anno Giosada (team Elio). Caso strano, questo Giosada: ha una voce possente, e questo è innegabile, ma sul palco trasmette poche emozioni. Troppo impostato, troppo studiato, troppo recitato. Sa come ci si muove sul palco, ma questo atteggiamento tronfio va bene quando hai già sfondato, non quando stai tentando di cominciare la scalata alle vette della musica. E forse è stato punito dal pubblico proprio per questo, per la serie “anche meno”.

Sfida interessante, quella tra Giosada e i LandLord, ma alla fine escono proprio questi ultimi, come nelle previsioni. Peccato, perché la loro musica è di qualità, il loro stile è raffinato e il percorso che stavano facendo nel programma sarebbe diventato ancora più interessante andando avanti. Ma forse è giusto così, perché Giosada (che, ripetiamo, la voce ce l’ha eccome) è più personaggio televisivo, e in un’annata senza un favorito chiaro a cannibalizzare gli altri (negli ultimi anni era sempre successo con Fragola, Bravi e Chiara), serve un po’ di pepe.

Anche perché, con le canzoni fastidiosamente di nicchia che ci propinano quest’anno, non ci resta che rifugiarci nella dimensione televisiva di X Factor per passare qualche ora in allegria. Un piccolo appunto finale, però, è necessario: non vogliamo apparire come i Salvini dei talent show o le Meloni di Crescenzago, ma qualche canzone in italiano in più sarebbe più che gradita. Non per sciovinismo musicale, figuriamoci, ma semplicemente perché questi ragazzi, una volta finita la gara di ego smisurati tra Mika, Elio, Fedez e Skin, dovranno confrontarsi con il mercato musicale italiano, mica anglosassone. Qualcuno lo spieghi al tavolo dei giudici, per piacere.