La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una legge che aumenta i controlli di sicurezza sui profughi e che, secondo molti, nei fatti bloccherà il piano di accoglienza dei rifugiati siriani e iracheni annunciato dalla Casa Bianca. Nonostante il veto minacciato da Barack Obama, repubblicani e democratici si sono uniti contro la Casa Bianca, facendo passare il disegno di legge con 289 voti favorevoli: 242 repubblicani e 47 democratici.

La legge prevede che un rifugiato potrà entrare nel Paese solo dopo aver avuto il via libera dall’Fbi, dal dipartimento per la Sicurezza Interna e la Direzione nazionale dell’Intelligence. Per Obama questi controlli ulteriori non “forniranno nessuna significativa garanzia di sicurezza per il popolo americano”, ma di fatto l’obiettivo di questi lunghi e complessi controlli è quello di bloccare del tutto il programma di ingresso dei rifugiati, annunciato a settembre, che prevede l’accoglienza di 10 mila profughi.

L’approvazione del disegno ha scatenato non poche polemiche e preoccupazioni, dopo che nei giorni scorsi, era arrivato a quota 30 il numero degli Stati americani decisi a chiudere i propri confini ai profughi. La convinzione che fosse necessario mettere in pausa il programma di accoglienza dei rifugiati si è diffusa negli Stati Uniti, soprattutto dopo gli attentati di Parigi e le notizie secondo cui uno degli attentatori sarebbe entrato in Europa nascondendosi nel flusso di migranti.

I leader, i candidati e i governatori repubblicani nei giorni scorsi hanno insistito sulla necessità di evitare di esporre l’America al rischio che militanti dello Stato Islamico riescano ad entrare nel Paese insieme ai 10mila profughi che Obama si è impegnato ad accogliere. “Se le nostre forze di sicurezza e l’intelligence non potranno verificare che ogni persona non è una minaccia alla sicurezza, non dovrebbero essere accettati” ha detto lo speaker della Camera, Paul Ryan affermando che “è in gioco la nostra sicurezza nazionale“.

Per la Casa Bianca la legge “introdurrà requisiti non necessari e non pratici che danneggerebbero in modo inaccettabile i nostri sforzi per assistere alcune tra le persone più vulnerabili al mondo“. Per l’amministrazione Obama infatti tutti i rifugiati vengono già sottoposti a screening rigorosi, soprattutto dopo che ad agosto sono state approvate modifiche al programma di esenzione dal visto, in risposta proprio alle preoccupazioni riguardo la minaccia di terroristi in possesso di passaporti europei.

Nei giorni precedenti il passaggio alla Camera del disegno di legge, il presidente aveva lanciato un chiaro monito a governatori e membri del Congresso, minacciando il veto in caso di approvazione. Per la Casa Bianca dunque non ci sono dubbi: il piano andrà avanti. E sono già 180 le località individuate in tutti gli Stati Uniti per accogliere i profughi, come previsto dalla legge. “Sulla base del ‘Refugee Act‘ del 1980 – spiegano – il presidente Obama è legalmente autorizzato ad accettare rifugiati stranieri negli Stati Uniti”.

Resta adesso da vedere cosa succederà con il passaggio della legge al Senato, dove dovrebbe incontrare una maggiore resistenza da parte dei democratici.