Crescono a dismisura le candidature tra i giovani francesi che vogliono arruolarsi nell’esercito dopo gli attentati dello scorso venerdì. I vertici delle forze armate hanno nicchiato prima di ammetterlo. “Non volevamo dare l’impressione di voler approfittare dei morti del 13 novembre. Ma ora dobbiamo ammetterlo: è un fenomeno eccezionale”, ha dichiarato oggi Eric de Lapresle, a capo dell’ufficio marketing per il reclutamento dell’esercito francese.

Già l’interesse dei giovani era cresciuto in questo senso dopo gli attentati di gennaio, ma da venerdì scorso la crescita è esponenziale. Se si considerano le mail con le candidature che arrivano al sito sengager.fr, sono sette volte in più rispetto al pre-Charlie Hebdo. Alcuni numeri, appunto: nel 2014 ne giungevano in media 130 al giorno. Nei periodi in cui in tv passavano degli spot (necessari per stimolare una massa di candidature interessante) si saliva a una quota compresa tra i 300 e i 400. Dopo gli attacchi a Charlie Hebdo, le cifre sono diventate in media di 500 nei tempi normali e di 800 durante le campagne televisive.

Ma dal venerdì scorso, siamo ormai a 1.500 al giorno. E queste cifre non considerano la crescita delle visite presso i centri di informazione, soprattutto nella capitale. Nei mesi scorsi, per giustificare il forte aumento, si era anche invocato il fattore crisi economica e la disoccupazione giovanile. Ma ora nell’esercito ammettono che si fanno avanti perfino i laureati nelle grandes écoles, i centri di formazione universitaria per l’élite, che possono trovare un lavoro senza problemi (e con un salario superiore): non hanno certo bisogno di diventare soldati. Insomma, gioca ormai il fattore patriottico.

Nel frattempo, il Governo francese ha deciso di aumentare il numero di nuove reclute arruolate e di andare in controtendenza rispetto ai tagli al personale che erano stati decisi prima del gennaio scorso. In tutto il 2015 saranno 15mila i giovani che entreranno nell’esercito contro i 10mila dell’anno scorso. Sono già previste 16mila nuove assunzioni nel 2016. In tutto l’anno corrente si prevedono 160mila candidature. Tra questi giovani solo 60mila hanno già affrontato le prove fisiche (o lo faranno nei mesi prossimi), la procedura di selezione prevista per accedere alle forze armate. Poi, seguiranno le prove successive: 35mila verranno dichiarati idonei e solo 15mila indosseranno davvero e subito la divisa.