Il premier potrà autorizzare operazioni di intelligence che coinvolgano le forze speciali militari in casi estremi di grave pericolo per la sicurezza nazionale, e i militari godranno delle garanzie funzionali attribuite agli 007. E’ quanto prevede l’emendamento al decreto missioni approvato oggi alla Camera. Il provvedimento è passato con 345 sì, 5 no e 26 astenuti. Secondo quanto si legge nel testo di legge, il presidente del Consiglio avrà la possibilità di “emanare disposizioni per l’adozione di misure di intelligence di contrasto, in situazioni di crisi o di emergenza all’estero che coinvolgano aspetti di sicurezza nazionale o per la protezione di cittadini italiani all’estero, con la cooperazione di assetti della difesa“.

Nella fattispecie il provvedimento prevede che il presidente del Consiglio, sentito il Copasir, possa lanciare operazioni di intelligence che coinvolgano le forze speciali della Difesa, dal Gis dei Carabinieri al Comsubin della Marina Militare. Gli uomini delle forze speciali si trasformeranno in ‘007 a tempo’ per la durata dell’operazione. Cioè, avranno le garanzie funzionali previste per gli agenti dei servizi, con la possibilità – ad esempio – di opporre il segreto di Stato davanti alla richiesta di un giudice, oppure di compiere alcuni reati. Ed il Governo punta a rafforzare l’intelligence anche dal punto di vista economico. Per il settore era previsto un budget di circa 600 milioni di euro l’anno. Nella Legge di stabilità ci saranno ulteriori 20 milioni di euro, come chiesto dal Copasir. L’aumento dei fondi servirà per software sofisticati e costosi, nonché per la rete degli informatori e degli agenti ‘operativi’ sul campo. Gli 007 complessivamente in organico nelle tre agenzie sono circa 4.200, ma in alcuni settori ci sono carenze fino al 30%. Falle da coprire “in un periodo così delicato” in cui la capacità di prevenire atti ostili – avendo le giuste informazioni – gioca un ruolo fondamentale.