Dopo gli attentati di Parigi, “auspico che le scuole possano deliberare di esporre il crocifisso”. No, non si tratta di una direttiva di un arcivescovo o del prete della zona. Quando lunedì mattina i presidi si sono visti recapitare la lettera firmata da Ilaria Giorgetti, presidente del quartiere Santo Stefano (l’unico a Bologna in mano al centrodestra), hanno fatto un balzo sulla sedia. E appena la notizia della proposta si è diffusa in città, la giornata di solidarietà dopo i fatti avvenuti in Francia si è trasformata in rissa politica a colpi di agenzie e comunicati stampa. “Identificare un popolo con una religione – ha replicato il sindaco Pd Virginio Merola – è una cosa che appartiene al Medioevo”.

La lettera della presidente Giorgetti – uno tra i nomi papabili per correre come candidato sindaco del centrodestra alle elezioni del prossimo anno – richiamava il “triste periodo storico” che stiamo vivendo “in cui è messa in crisi tutta la società occidentale, anche in relazione ai terribili fatti accaduti ai nostri amici francesi”. Da qui l’auspicio recapitato in tutte le scuole: “Vi invito – ha scritto l’amministratrice – a tener conto dei valori della nostra tradizione e della nostra identità che non è fatta solo di libertà di pensiero o di parola, ma che si riconduce alla nostra identità cristiana al di là del rapporto di ciascuno con la fede”.

L’invito di Ilaria Giorgetti (il cui cognato è l’ex ministro Pdl Maurizio Sacconi, paladino dei ‘valori non negoziabili’ sui temi bioetici) è perciò quello di appendere il crocefisso sul muro “come forte espressione della nostra tradizione cristiana e del nostro sistema di valori”. Infine, a suggellare il suo appello, la presidente del Santo Stefano cita un pensatore che, almeno per il nome, sembrerebbe calzare a pennello: “Non a caso il filosofo laico Benedetto Croce intitolò un saggio Perché non possiamo non dirci cristiani”.

La lettera ha monopolizzato i lavori del consiglio comunale di lunedì pomeriggio. Il sindaco ha definito controproducenti le parole della amministratrice e a lui si è accodato tutto il Pd: “La nostra civiltà – ha detto Merola – ha fatto un grande passo avanti grazie alla rivoluzione francese che ha instaurato lo Stato laico, la libertà d’opinione, la convivenza tra diverse religioni senza identificare lo Stato con una di queste”. Dura anche la risposta del Pd bolognese, che con il responsabile organizzativo Raffaele Persiano attacca l’intervento di Ilaria Giorgetti come “elettorale”: “Va bene cercare visibilità in vista delle prossime amministrative, ma a tutto c’è un limite”, le parole di Persiano.

A difendere Giorgetti tutto il centrodestra. La difesa più singolare è stata tuttavia quella di Marco Di Madero esponente dei Popolari per l’Italia di Bologna: “Siamo sconcertati dalle parole del sindaco di Bologna che indica i valori contenuti nella rivoluzione francese come guida e non quelli cristiani, cestinati come idee medievali”. Poi il ragionamento si conclude: “Che (Merola) abbia il coraggio, allora, di far seguire le sue parole da una controproposta. Invece del Cristo crocifisso mettiamo nelle scuole il simbolo e la conseguenza dell’ideologia illuminista e rivoluzionaria nata in Francia: la ghigliottina”.