bataclan 675

Non c’è giustificazione per il sangue versato a Parigi nelle ultime ore. Sangue di civili indifesi, colpiti in maniera vigliacca da uomini armati che hanno attaccato il cuore dell’Europa. Le immagini trasmesse dalle Tv sono logoranti, ci dicono che ognuno di noi può essere la prossima vittima. Le barbarie hanno bussato alla porta di casa. La paura tra le persone si propaga come un fuoco in un campo di paglia.

L’obiettivo delle prossime ore credo che sia, una volta domato l’incendio della paura, far partire un’analisi profonda dei tempi in cui stiamo vivendo. Un’analisi però completa, che non si limiti alla semplicistica contrapposizione che sembra emergere in queste ore in cui si vuole rinchiudere una situazione molto complessa. Il binomio buoni e cattivi, barbarie e civiltà non è lungimirante. E’ pericolosamente semplicistico, come hanno fatto certi giornali, relegare l’intero Islam nel calderone del male assoluto. I crociati nostrani, finché il sangue è ancora caldo, per rispetto delle vittime, devono avere la decenza di tenere la propria spada riposta nel fodero.

La realtà è che, se in Occidente non parte una seria riflessione e una seria messa in discussione della politica estera degli ultimi decenni, questi attacchi continueranno; anzi temo si moltiplicheranno e prima o poi toccheranno anche il nostro Paese. Ai cittadini occidentali negli ultimi anni è stata raccontata una verità parziale. Tutti hanno il diritto di conoscere le radici dell’odio che li sta investendo. Nessun essere umano uccide e si fa uccidere senza un impulso, un motivo che ha innescato il sentimento della vendetta. Nemmeno se succubi di un’ideologia folle.

I nostri politici e i mass media non ci hanno raccontato tutta la verità. Ancora una volta contrapporre popoli con culture e religioni diverse non porterà che a nuove barbarie. La realtà è altra. Più complessa. Ed è fondamentale fare uno sforzo critico di comprensione. Gli attacchi subiti dal mondo occidentale, a partire dal crollo delle torri gemelle, sono in gran parte delle ripercussioni, delle conseguenze alle politiche imperialiste perpetrate dal mondo occidentale in Medio Oriente e non solo. In primis dalla politica estera di Usa e Israele. Sintetizzare ciò che è accaduto negli ultimi anni è impossibile. Di fatto si è finanziato ed armato Saddam Hussein e poi è stato impiccato, stessa cosa con Gheddafi e i talebani. Chissà perché tutti individui provenienti da Paesi ricchi di idrocarburi.

La cruda domanda da farsi è: gli attacchi a Paesi sovrani come Afganistan, Iraq, Libia che hanno causato migliaia e migliaia di morti (soprattutto civili) non sono stati atti terroristici? Vinta l’ormai fallace retorica dei nuovi crociati di voler esportare la “democrazia” in Paesi che non l’avevano chiesta, credo sia palese a tutti che le ragioni fossero solo economiche, miranti all’accaparramento dei pozzi di petrolio iracheni e del gas afgano. Le umiliazioni commesse ad Abu Ghraib, gli omicidi dei droni americani che fanno saltare interi villaggi in Pakistan, non sono barbarie equivalenti a quelle subite dai parigini?

La sottomissione del popolo palestinese che nel silenzio europeo subisce un’occupazione illegale, quanto incide nell’odio che sta fermentando nel mondo islamico? Le bombe degli aerei d’Israele, che nell’estate del 2014 hanno causato l’uccisione di almeno 500 bambini di Gaza come vanno definite? La sofferenza di un padre palestinese, o iracheno che dopo un bombardamento vede morire la propria famiglia è diversa da quello di un occidentale? Terrorista non è solo colui che si fa saltare in un bus, lo può diventare un intero Paese come è accaduto agli Stati Uniti ritenuti nel 1986 dalla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja la quale sentenziò che gli Stati Uniti sono colpevoli di terrorismo, per uso illegale della forza ai danni del Nicaragua. Può cambiare l’area geografica ma se la politica mirante a sottomettere è la medesima, il fine non cambia.

Le scuse di Blair non sono sufficienti. Anche perché tardive e fallaci. Non lo sono anche perché non si è cambiata di una virgola la politica estera occidentale in Medio Oriente. Le barbarie di Parigi hanno, in buona parte, origine in quella mentalità di sentirsi superiori a tutti, che ci ha portato ad adottare un modello economico necrofilo che necessita di crescenti quantità d’energia e di risorse che si possono avere solo depredando altri territori. L’obiettivo è, attraverso un serio apparato di intelligence, quello di disinnescare i fanatici che sono cresciuti in questo terreno malsano e d’intraprendere un dialogo sincero con l’Islam ricordando sempre, come diceva Tiziano Terzani,  che: “Il problema del terrorismo non si risolverà uccidendo i terroristi ma eliminando le ragioni che li rendono tali”.