Di Rebecca Arcesati, 5 novembre 2015

plenum partito comunista cineseLe sorti dell’economia di mercato socialista sono pianificate nelle Sessioni Plenarie, meeting blindati che spesso passano alla storia: durante il terzo Plenum del 1978 Deng lanciò la riforma e cambiò per sempre la Cina. Dal 26 al 29 ottobre si è riunito il quinto Plenum del 18° Comitato Centrale del Pcc, per imprimere l’indirizzo dell’economia e della società dal 2016 al 2020. Elaborate le Proposte per la Formulazione del 13° Piano Quinquennale, scommessa decisiva per la trasformazione della Cina in un’economia di mercato, scongiurando la “trappola del reddito medio”.

La missione di Xi Jinping è la realizzazione del “sogno cinese”: in primo luogo, standard di vita migliori e abbattimento della povertà, perché tutti godano dei frutti del boom economico; significa porre fine alle drammatiche disuguaglianze, una bomba a orologeria per la legittimità del PCC. Secondo il comunicato della riunione, analizzato dalla Xinhual’obiettivo è l’edificazione di una “società moderatamente prospera” entro il 2020. Da qui il focus del Piano: sostenere la crescita, con un target annuo “medio-alto” (6,5%) e raddoppiare PIL e guadagni pro-capite. Una strada in salita, dato che il PIL reale crescerebbe del 4-4,5%.

Il Plenum verrà ricordato per l’abolizione della Politica del figlio unico: tutte le coppie potranno avere due figli. Annuncio politico, ma forse in ritardo per generare l’aumento del tasso di fertilità necessario all’economia: la pianificazione familiare ha prodotto un drastico invecchiamento della popolazione che pesa sul sistema produttivo e di welfare; secondo l’Onu, la popolazione in età da lavoro subirà un calo del 3% dal 2015 al 2030.

Questo incombe sulle sorti del “new normal”, la linea strategica dei prossimi anni: una crescita più contenuta e un potenziamento della struttura economica, orientata ai consumi interni, per bilanciare il calo di export e investimenti, liberando il potere di spesa delle fasce più basse della popolazione. In questo senso, un’altra decisione è l’allargamento della previdenza a tutti gli anziani, per ridurre il peso del loro mantenimento sul budget delle famiglie. Essa si colloca nella più ampia e urgente riforma del welfare.

Qualità è la parola chiave del Piano. La centralità della crescita non mina la volontà di proseguire le riforme per riconvertire l’economia dando più spazio a mercato, servizi e innovazione.

  • Riduzione della povertà: aumento degli investimenti e nuovi canali finanziari per alleviare la povertà e sviluppo di una classe rurale di professionisti, per ridurre l’enorme divario di reddito tra popolazione urbana e rurale.
  • Tech e innovazione: futuro motore dello sviluppo; modernizzazione di agricoltura e servizi, mentre cala la dipendenza dal manifatturiero ad alta intensità di lavoro; promozione dell’imprenditorialità tramite progetti scientifici e tecnologici; la Xinhua sottolinea il ruolo delle aziende cinesi come catalizzatori della cooperazione globale nell’innovazione e nell’hi-tech: cita le oltre 2000 aziende presenti in Germania, come Lenovo e Huawei, e le realtà nella Silicon Valley.
  • Sostenibilità:“rivoluzione energetica” che punta sulle energie alternative (15% della produzione energetica entro il 2020), anche attraverso un “fondo di sviluppo verde”; introduzione di un sistema online unificato di monitoraggio ambientale in tempo reale; supporto alla produzione sostenibile e razionalizzazione della gestione delle risorse idriche.
  • Finanza: promuovere un “trasparente e salutare” mercato dei capitali. Miglioramento dei meccanismi di trading di bond e azioni, finanza diretta, soglie di leverage più basse, privatizzazioni nel settore bancario statale; finanziamenti per le Pmi. Attesa la liberalizzazione del cambio, confermata dall’annuncio della PBC, che permetterà a enti stranieri di aprire conti in banche cinesi e testare la libera convertibilità, mentre si attende la decisione positiva dell’FMI sull’inclusione del Rmb tra i Diritti Speciali di Prelievo. Infine, forme più efficienti di assicurazione finanziaria, regolamentazione della finanza online, miglioramento della trasparenza dei governi locali.
  • Riduzione del peso del settore statale: proseguire con la riforma delle SOE e migliorare l’allocazione delle risorse, con la rottura di alcuni monopoli, accelerando l’apertura nei settori chiave di petrolio, gas naturale, elettricità, trasporti, servizi pubblici; ridurre l’intervento statale sui prezzi.
  • Apertura ai mercati esteri: “attrarre investimenti stranieri e incoraggiare le imprese cinesi a fare investimenti all’estero”; esplorare “nuovi modelli di commercio, equipaggiamenti, manifattura e servizi”; ribadita l’importanza della Via della Seta.

Il Plenum ha visto importanti cambi al vertice: espulso tra gli altri Ling Jihua, ex segretario personale di Hu Jintao; prosegue la battaglia di Xi contro la corruzione, decisiva per il successo di qualsiasi Piano Quinquennale.