Binari occupati e treni fermi: il no all’abbattimento degli ulivi salentini si fa sempre più duro e manda in tilt il traffico ferroviario di mezza Puglia. “Sabotiamo il piano Silletti”: è diventata la parola d’ordine di agricoltori e semplici cittadini dei comuni a cavallo tra le province di Brindisi e Lecce. Si oppongono all’applicazione delle misure imposte nell’ambito dell’emergenza Xylella, per contenere il patogeno da quarantena. Troppo drastiche, a loro avviso.

Nel pomeriggio, olivicoltori e attivisti hanno bloccato la linea statale all’altezza della stazione di San Pietro Vernotico. In mattinata, invece, sin dalle prime luci dell’alba, hanno chiuso tutti gli accessi per il centro di Torchiarolo e sono scesi in strada in sella ai propri trattori. Saracinesche abbassate in tutti gli esercizi commerciali del paese.

C’è chi la chiama semplice protesta. Ma qui è diventata molto di più (guarda): non reazioni scomposte, ma una forma di resistenza organizzata, che ha per armi i ricorsi legali, il presidio dei campi di giorno e di notte e le azioni di disobbedienza civile. Sempre più eclatanti.
Oggi, a partire dalle 15.45, al grido di “giù le mani dai nostri ulivi”, decine di manifestanti hanno invaso i binari: i primi a doversi stoppare sono stati un convoglio regionale proveniente da Lecce con destinazione Brindisi e un Frecciabianca diretto nel Salento. Sul posto, spiegamento massiccio di forze dell’ordine. I disagi sono destinati ad aumentare e non di poco. Quello di San Pietro, infatti, è uno snodo ferroviario fondamentale. Da lì bisogna passare, per forza, sia in direzione nord che sud. Lecce è capolinea per la gran parte dei treni interregionali che viaggiano da e verso la Puglia.

La tensione è alle stelle, perché la data del 18 novembre si avvicina. In quel giorno, il Tar Lazio si pronuncerà definitivamente sulla richiesta di sospensiva – prima accordata, poi negata e infine nuovamente concessa – avanzata da quaranta proprietari di Torchiarolo, Oria, San Pietro Vernotico e Cellino San Marco. Se dovesse venir meno quel paravento che, al momento, ha fermato i tagli su migliaia di ulivi sani (tutti quelli ricadenti nel raggio di cento metri dalle piante infette), le ruspe riaccenderanno presto i motori. E sui campi sarà il deserto.

“Non si sta comprendendo che gli abbattimenti stanno andando avanti molto velocemente. Non abbiamo tempo. Le istituzioni locali devono muoversi. I sindaci impugnino quel Piano Silletti e scendano in strada con noi, siano i rappresentanti dei cittadini che li hanno eletti e non del governo centrale. Perché sono sindaci, appunto. E non podestà”. Alberto Argentieri, membro del comitato “Popolo degli ulivi fronte salentino”, è tra gli agricoltori che hanno occupato i binari.

Lo scollamento anche con i Comuni ormai è evidente, proprio nel momento in cui il fronte popolare si fa sempre più compatto e variegato, perché composto da anziani, giovani, donne, imprenditori, parrocchie, scuole. Si alzerà il tiro, questo è certo nelle intenzioni di chi ha scelto di opporsi al piano commissariale voluto dal Ministero delle Politiche Agricole e Regione Puglia, in applicazione della decisione di esecuzione varata dall’Ue il 19 maggio scorso.

foto di Alberto Argentieri