Vietnam,  Presidente Cina Xi Jinping  in visita a Hanoi

La guerra del Vietnam contro gli Stati Uniti fu una delle più sanguinose e delle più devastanti dal punto di vista ambientale dell’intero 1900. E fu anche una guerra-simbolo in cui si identificarono – parteggiando ovviamente per i vietnamiti – i pacifisti di tutto il mondo. Addirittura, fu una guerra che stimolò anche all’interno degli Stati Uniti un fortissimo dibattito, in cui la cultura si schierò spesso a favore di quel lontano Paese occupato dalle truppe a stelle e strisce. Chi non ricorda film come Apocalypse now? Platoon? Tornando a casa, Full Metal Jacket e tanti altri? In Italia val la pena citare Eugenio Finardi che cantava Saigon, per celebrare la vittoria del comunismo sul capitalismo.

Oggi il Vietnam riunificato è uno dei Paesi orientali con maggiore sviluppo. L’indice della crescita del Pil medio è del 6,13% durante gli anni 2000, ed il Pil è più che raddoppiato negli ultimi sei anni. Ed il Vietnam è uno dei migliori partner commerciali del nostro Paese. In questi giorni, quando il nostro presidente della Repubblica, Mattarella, si è recato in Vietnam, il quotidiano La Stampa sottolineava euforico: “Verranno sviluppati progetti di cooperazione, dalla cultura all’industria della difesa, e sottoscritti gemellaggi territoriali (il più recente quello tra Torino e Ho Chi Minh City). Alcuni quotidiani vietnamiti hanno collocato la visita di Mattarella quasi sullo stesso piano del numero uno cinese che se ne era appena andato. Sull’onda del successo, presto si affacceranno pure Grasso, la Boldrini e folte delegazioni commerciali”. Del resto, moltissime sono le aziende italiane che operano in Vietnam, soprattutto nel settore manifatturiero. Una fra tutte, la Geox.

Oltre all’Italia, uno dei partner privilegiati del Vietnam sono proprio quegli Stati Uniti contro i quali il Vietnam guerreggiò ferocemente. Con gli Usa è in vigore dal dicembre 2001 un accordo bilaterale che ha aperto nuove opportunità al Vietnam, favorendo la crescita esponenziale delle esportazioni verso gli Usa, che tra il 2002 e il 2008 sono passate da 1 a 12 miliardi di dollari. Mentre le importazioni dagli Usa sono passate da 458 a 2.635 milioni, con un aumento del 475%.

E non è certo un caso che nel mese di ottobre il Vietnam abbia addirittura aderito al Tpp, il trattato di libero scambio tra Stati Uniti e altri undici Paesi del Pacifico. Chiaramente, né più né meno che in Cina, tutta questa industrializzazione spinta ha anche costi ambientali rilevanti. Hanoi è la prima città asiatica in termini di inquinamento atmosferico ed una delle città più negativamente degradate del mondo.

Nella guerra del Vietnam un milione e mezzo di vietnamiti persero la vita per far trionfare il comunismo. Circa 60.000 invece furono gli americani deceduti inviati a difendere il capitalismo. Oggi a distanza di circa quarant’anni viene da chiedersi il senso di tutto questo.