Che a Chris Martin e soci, i Coldplay, piacciano gli U2 credo non risulti una novità per nessuno. La loro carriera, fin qui, è sembrato un modo contemporaneo di ripercorrerne le tracce del quartetto di Dublino. Chris Martin, del resto, è in qualche modo a porsi al mondo come un Bono 2.0, anti-rockstar che assurge a ruolo di rockstar planetaria quasi suo malgrado. Quindi, a leggere tutto il profluvio di parole che si è speso intorno alla recentissima uscita di Adventures of a Lifetime, nuovo singolo che anticipa di qualche settimana il settimo album della band inglese, A Head Full of Dreams, viene da sorridere.

Bene, i Coldplay fanno i conti con la dance. Apriti cielo. Strali da parte dei rockettari. Strali da parte del mondo indie, come se i Coldplay fossero parte di quel circo. I Colplay fanno i conti la dance, sì, e nel farlo, ovviamente, colpiscono e affondano l’obiettivo, come solo i grandi sanno fare. Tirano fuori una canzone che, al primo ascolto rimane aggrappata alle pareti del cervello come una tenia fa altrove. Un riff, quello del brano, che ambisce a diventare un classico, con buone probabilità di riuscirci. Un brano che, in realtà, mantiene tutte le caratteristiche tipiche della band, aggiungendo gli ingredienti dei saggi produttori chiamati ad affiancare il fido Rick Simpson, i norvegesi Stargate.

Stiamo parlando di due tizi che, per chi non lo sapesse, hanno messo la firma su hit mondiali come Irreplaceable di Rihanna o Beautiful Liar del duo Beyoncé-Shakira, tanto per citare un paio di titoli, gente che è in società con Jay-Z, non con uno di passaggio. Il risultato è una canzone dance, di questo si tratta, in cui le sonorità dei Coldplay, il loro modo di essere pop e rock al tempo stesso, viene fuori in maniera riconoscibilissima. Quando prima si parlava di essere una rockstar a partire da una attitudine da antirockstar, si intendeva questo: riuscire a essere glamour dal buio della propria cameretta, rendere epico l’essere o il ritenersi sfigati, riuscire, in virtù di un grande talento musicale, a fare della propria normalità un asso nella manica.

Del resto, proprio i loro esempi e modelli, gli U2, hanno ormai una vita fa giocato con la dance, citando prima gli Stone Roses in Achtung Baby e Zooropa, e poi finendo proprio a giocare fuoricasa con Pop. Certo, lo stacco da Ghost stories suonerà a molti ardito, ma pensate al passaggio tra The Joshua tree e Rattle and Hum e Achtung baby, poi ne riparliamo. In questa lettura non deve stupire l’elenco dei nomi degli ospiti dell’album girati proprio in concomitanza all’uscita del nuovo singolo: Beyoncé, moglie di Jay-Z, quindi si suppone parte del pacchetto Stargate, Noel Gallagher, come dire, uno sguardo alle spalle, la cantautrice scandinava Tove Lo e la cantante soul Merry Clayton.

Se, non nascondiamoci, può stupire l’estrema leggerezza delle parole scelte da Chris Martin, roba da far rimpiangere le ormai leggendarie tre parole di Valeria Rossi, va anche detto che il brano, strutturalmente, è tutt’altro che banale, con l’assenza di un vero e proprio ritornello e la reiterazione di una melodia leggera ma davvero micidiale. I Colplay hanno deciso di divertirsi, sembra dirci Adventure of a Lifetime, e per quattro minuti boni riescono a far divertire anche noi. Dopo l’intimismo è la volta della leggerezza, come si dice in questi casi: Enjoy.