Per il “povero” Fede è una piccola consolazione, forse anche una delle poche vittorie in tribunale. La notizia è che lui, tra i condannati celebri delle “cene eleganti” di Arcore, non finirà in mutande per le spese legali. Non dovrà infatti più versare al suo ex difensore, Nadia Alecci, la mega parcella che gli aveva notificato due anni fa, con tanto di sequestro cautelare dei beni e del quinto della pensione. Sarà anzi il suo ex legale, a questo punto, a dovergli pagare le spese legali.

Sull’origine della querelle, iniziata nel 2012, le versioni sono divergenti da sempre. Con Fede che giura di essere stato mollato su due piedi, proprio alla vigilia del dibattimento per il processo Ruby bis e l’ex legale che sostiene invece di aver inoltrato la fattura solo dopo aver ricevuto la revoca del mandato. Di certo, l’amicizia di lunga data tra i due era finita con una parcella da 360mila euro: 300 di onorari, 60 di spese di giustizia. Una pretesa ingiusta e insostebile per Fede, un costo “concordato” per l’avvocato. E anche quella fattura, così, era finita in Tribunale.

Comunque sia andata, a dirimere la questione tre anni dopo è stato è stato il giudice Andrea Borrelli. Sì, proprio il figlio di quel Saverio Borrelli che fu capo del pool di Mani Pulite. La sentenza vergata ieri dal magistrato, Quinta Sezione civile del Tribunale di Milano, dà ragione a Fede e impone anche al legale di restituire 300mila euro dei 40mila che, invece, effettivamente le spettano. Ragion per cui condanna anche la Alecci a rifondere all’ex cliente le spese giudiziarie. “E’ una vittoria bellissima”, esulta l’ex direttore del Tg4. “Per avere indietro i soldi, che ormai lei ha ritirato e presumo anche speso, ci vorrà forse un anno. Non imposta, intanto moralmente io ottengo un piccolo passo avanti verso la verità”.