Torna a sfiammare la torcia d’emergenza dell’impianto Eni Versalis di Brindisi liberando nell’aria “valori di diossido di azoto oltre i limiti”. L’ultima volta era accaduto il 7 ottobre, è successo di nuovo nella prima mattinata di giovedì. La fiamma, accesasi alle 5, ha bruciato per quattro ore. Sull’impianto – definito poche settimane fa dall’ad di Eni Claudio Descalzi “eccellente in campo dell’efficienza operativa, ma anche dell’ambiente e della sicurezza” – pende una diffida del ministero dell’Ambiente notificata a settembre per la violazione di due prescrizioni Aia durante le ripetute accensioni nel periodo maggio-luglio. Forti le reazioni del sindaco e del direttore generale di Arpa Puglia, che a luglio aveva segnalato incrementi di benzene nell’aria all’accensione delle torce. Il primo cittadino del capoluogo pugliese definisce “gravissima” la ripetuta accensione delle torce “che non può essere inquadrata come un evento normale”. Il dg dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, Giorgio Assennato, attacca l’azienda: “Non ci hanno avvisato. Ho informato il governatore Michele Emiliano perché è molto grave che ci tengano all’oscuro. Sono obbligati a segnalarci l’accensione dalla normativa sul rischio di incidente rilevante – spiega a ilfattoquotidiano.it – Siamo intervenuti solo perché allertati dalla Protezione Civile. L’azienda ci ha inviato un ridicolo fax alle 11, dopo che i nostri tecnici erano già stati lì”