Non solo il massimo nei sondaggi come partito, con valori ancora sopra al 27 per cento. Non solo il fiato sul collo del Pd. Ma ora anche il sorpasso in un eventuale ballottaggio. Secondo la rilevazione di Euromedia per Ballarò, infatti, a oggi il Movimento Cinque Stelle la spunterebbe sul Partito democratico, anche se solo dello 0,2 per cento (50,2 contro il 49,8). Le avvertenze, come sempre in questi casi, sono molte. Intanto indecisi e astenuti insieme mettono insieme il 38 per cento degli intervistati. In più in sondaggi come questo il margine d’errore è pd m5s emg 2intorno al 3 per cento, quindi è sempre complicato cristallizzare il risultato. Ma è una tendenza confermata da un altro sondaggio, condotto da Emg per il TgLa7. Qui i Cinque Stelle vengono dati addirittura avanti dello 0,6 per cento (50,6 contro il 49,4 del Pd). In una settimana, tra l’altro lo pd centrodestra emgspostamento di voti è dell’1,1 per cento, un movimento che potrebbe essere motivato in particolare al caos amministrativo di Roma. E’ il cosiddetto “effetto Parma” (o anche effetto Livorno): il Pd che arriva al ballottaggio con un ampio distacco e poi viene sconfitto grazie alle preferenze aggiuntive che il candidato M5s raccoglie da altri flussi di voto.

In un secondo turno in cui fossero impegnati Pd e un listone di centrodestra (indicativamente Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) la corsa dei democratici, secondo Emg, sarebbe meno complicata con un margine quasi del 3 per cento (52,9 contro 47,1).

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Così si può capire perché improvvisamente si è riacceso il dibattito sull’Italicum, la legge elettorale ormai approvata definitivamente che per il Pd (e soprattutto per Matteo Renzi) è sempre stata la migliore possibile e per il Movimento Cinque Stelle una specie di ferita della democrazia e robe simili. Ora tutto sembra rovesciato: un parlamentare democratico, Giuseppe Lauricella, propone di togliere il ballottaggio. Mentre il M5s – in blocco, da Grillo fino ai m5s scommessa vittoriaparlamentari più noti – si scaglia contro qualsiasi modifica, letta come mossa contro il movimento. Infine Renzi che si dice contrario alla proposta di Lauricella e per contro ironizza: “Quando ho visto che i Cinque Stelle ora difendono l’Italicum mi sono schiantato dalle risate: sono patetici”. Il segretario del Pd, peraltro, ha aggiunto che non ha intenzione di modificare la legge elettorale: “Io preferisco il premio alla lista (com’è ora, ndr). È più logico, è in linea con il partito a vocazione maggioritaria, che è la natura del Pd. Poi è ovvio che non abbiamo totem ideologici” dice intervistato da Bruno Vespa nel tradizionale libro di Natale.

Area Popolare a rischio “espulsione”
Dunque le cifre. Il Pd continua a essere il primo partito con il 31,2 per cento davanti al Movimento Cinque Stelle che si attesta al 27. Il terzo partito è ancora la Lega Nord, con il 14,3, ma partiti 2continua a ridursi il distacco con Forza Italia che risale al 12,2. Riuscirebbero, oggi, a superare la soglia di sbarramento per entrare in Parlamento solo Fratelli d’Italia (4,6) e Sel (3). Non ce la farebbe Area Popolare (2,2) che sarebbe addirittura dietro a un’eventuale nuova forza di sinistra (Possibile di Pippo Civati, Coalizione sociale di Maurizio Landini, i fuoriusciti del Pd come Fassina, D’Attorre, Galli) che raccoglierebbe il 2,9. Con Sel non si andrebbe oltre il 6.

emg partitiQuanto ai dati scorporati di Emg sui partiti il Pd è dato al 32,2. Seguono il M5s al 27,3, poi Lega e Fi rispettivamente al 14,1 e all’11,7. Fratelli d’Italia aggancia il 5, mentre Sel è al 3,3. Area Popolare (Ncd e Udc) riuscirebbe a superare la soglia, secondo Emg, grazie al 3,1. Si dice indeciso il 17,1 per cento degli intervistati, mentre l’astensione è valutata al 42,2.

m5s successoI motivi del successo M5s
Euromedia ha anche “indagato” sui possibili motivi del successo del M5s. La maggior parte degli intervistati (43,2) attribuisce la crescita dei Cinque Stelle alla corruzione del sistema politico italiano e al desiderio della gente di cambiarlo. Il 29,9 per cento degli intervistati risponde che il motore della prestazione nei consensi dei grillini sono programma e forza sul web, mentre una minoranza (10%) pensano che a trascinare il Movimento siano i “nuovi leader” e i parlamentari (come Di Maio, Di Battista e Fico) e ancora meno Grillo e Casaleggio (6%).