Un remake dell’andata, questa volta a lieto fine per la Roma: sopra di due gol, raggiunta e quasi superata dal Bayer Leverkusen prima della zampata (sfiorata dal portiere) di Pjanic su rigore. Vittoria europea all’Olimpico ritrovata dopo 14 mesi e passo significativo verso gli ottavi di finale. Sia chiaro però: i giallorossi hanno un problema (grosso) davanti a Szcezsny. E soprattutto in Champions non incontreranno sempre squadre con una difesa friabile e un atteggiamento suicida come accaduto con i tedeschi. Se dovesse accadere, visti gli svarioni anche in situazioni tranquille come il doppio vantaggio costruito nella prima mezz’ora, la Roma farebbe bene a non sprecare occasioni spezzagambe come capitato più volte prima dell’intervallo, visti i momenti di pausa che si concede nel corso dei novanta minuti.

Perché senza il tiro dal dischetto trasformato dal centrocampista bosniaco, Garcia e i suoi avrebbero trascorso la notte a leccarsi le ferite per aver gettato al vento un primo tempo dominato. Prevedibile a priori vista la valanga di gol dell’andata e le qualità di certo non eccelse dei difensori tedeschi, praticamente opposte a quelle del tridente giallorosso. Che infatti impiega meno di centoventi secondi a timbrare il cartellino. Il Bayer è altissimo, Dzeko fa una mezza magia a centrocampo e lancia la corsa di Salah che batte Leno. Prima della mezz’ora, ecco il raddoppio: Nainggolan apparecchia e il bosniaco sazia i suoi appetiti da bomber. Pure troppo, visto che subito dopo si divora il colpo del ko sull’ennesimo contropiede innescato dall’imprendibile Salah. L’egiziano è immarcabile per tutta la difesa tedesca, peccato che dopo il raddoppio getti al vento tre contropiedi. Un tocco sbagliato o di troppo strozzano l’urlo dell’Olimpico per un tris che sarebbe stato meritato per quanto visto. La Roma è impeccabile: una fionda nel lanciarsi in contropiede, pulita nel 4-1-4-1 difensivo con De Rossi a schermare la difesa.

Peccato che l’incantesimo venga rotto subito dopo il rientro dagli spogliatoi. Mehmedi banchetta sulla difesa romanista, che da inizio stagione ha incassato gol in 14 partite su 15 disputate. Cinque minuti dopo il neo entrato Bellarabi lancia Hernandez che approfitta di un fuorigioco mancato da Florenzi e imbuca Szcezsny. Tutto da rifare un nuovo clamoroso risultato si profila all’orizzonte. La Roma vede i fantasmi della BayArena, i tedeschi annusano il sangue e assalgono la preda. Mehmedi sfiora il tris, gli uomini di Schmidt si accampano nella metà campo giallorossa. La reazione è lenta ma arriva, complice la consueta retroguardia ballerina a protezione di Leno. Su una mischia confusa Toprak (ultimo uomo, espulso) atterra Salah a due passi dalla porta. È rigore. Pjanic batte potente ma non molto angolato e la palla viene sfiorata dal portiere. Non abbastanza per bloccarla. Sofferenza archiviata? Macché. L’uomo in più non viene sfruttato e il Bayer si fa ancora pericoloso. Il risultato questa volta non cambia. Il festival del gol incorona la Roma. Tra spettacolo e blackout, i giallorossi sono secondi.