Bondi che abbandona Berlusconi e va con Renzi? E’ in effetti una scena abbastanza curiosa. E’ come se Robin abbandonasse Batman e andasse ad aiutare The Joker o Kit Carson lasciasse Tex e andasse con Mefisto. Tuttavia, trovo abbastanza naturale questa forza attrattiva che Renzi esercita su molti ex berlusconiani”. Così Andrea Scanzi, firma de Il Fatto Quotidiano, commenta il passaggio dei senatori Sandro Bondi e Manuela Repetti, ex esponenti di Forza Italia, nella maggioranza governativa. Ospite di Otto e Mezzo, su La7, lo scrittore e giornalista assieme al vicedirettore dell’Espresso, Marco Damilano, e alla senatrice Repetti analizza la situazione politica attuale e l’esodo di una grande porzione di centrodestra nella compagine di governo. “Io trovo questo fenomeno abbastanza comprensibile, perché Renzi è la prosecuzione non tanto di Berlusconi, che forse politicamente è morto, quanto del berlusconismo.“. La senatrice Repetti denuncia la “deriva lepenista” di Forza Italia, defininendo il partito di Berlusconi “una scatola vuota, un partito in via di dissoluzione”. Scanzi ribadisce: “Ci sono personaggi politici che, se non salgono adesso sul carro del vincitore cioè Renzi, ma chi li vota? Non stiamo parlando di Churchill che improvvisamente ha una folgorazione e segue Matteo Renzi perché gli piace. Se Repetti e Bondi vogliono avere un prosieguo politico, ovviamente devono salire sul carro di Renzi, che ha fagocitato quasi completamente il centro tendente al centrodestra”. Repetti ribatte: “Mi creda, non serve aderire e appoggiare il governo Renzi per avere la certezza di salire sul carro del vincitore”. “Beh, aiuta” – replica Scanzi – “Stando attaccati al carro di Alfano al massimo si va in un burrone e nessuno se ne accorge“. La compagna del senatore Bondi sciorina i meriti di Renzi: tra i tanti, quello di non avere rivali alla sua altezza. Il giornalista de Il Fatto Quotidiano puntualizza: “Non è molto vera questa storia che Renzi non abbia rivali. Renzi in realtà non ha avversari nel centrodestra. Il M5S non è proprio morto, Salvini sta benino. In questo momento storico siamo di fronte all’assenza di una classe dirigente politica e vale per la gran parte dei partiti. Perché Salvini va sempre in tv? Perché dietro Salvini non c’è nulla, al punto che spesso al suo posto viene chiamato Fedriga come se quest’ultimo fosse l’astro nascente della Lega. Renzi deliberatamente si è circondato di yes-men e di figure che ripetono tutto quello che lui vuole”. E aggiunge: “Quando si devono scegliere dei ruoli fondanti, come il sindaco di Roma o di Milano, non c’è niente. E quindi Renzi è costretto ad appoggiarsi a Sala, a Tronca o a Gabrielli. Non ci sono alternative e, quando lui le cerca nella sua classe di fedelissimi, vengono fuori dei disastri autentici, come in Liguria con la Paita o in Veneto con la Moretti. Se ci sono i commissari, evidentemente neppure Renzi ha fiducia nei confronti dei suoi”