“Noi non prendiamo ordini da nessuno, su chi dobbiamo votare o cosa dobbiamo votare”, ha risposto così Patrizia Bedori, tra i candidati a rappresentare il M5S alle prossime comunali, a quanti chiedevano come si sarebbe comportata in caso di telefonate da Beppe Grillo o dagli uffici di Gianroberto Casaleggio. Sulla stampa, infatti, era circolata nei giorni scorsi un’indiscrezione sulle preferenze del ‘guru’ per l’avvocato Gianluca Corrado, anche lui tra i candidati per rappresentare il Movimento nella corsa alle prossime amministrative milanesi. “Io prendo solo ordini da voi”, ha detto l’interessato, limitandosi ad aggiungere: “Alle telefonate, comunque, rispondo”. Sono solo alcuni degli scambi che hanno avuto luogo in quella che gli attivisti ormai conoscono come ‘la graticola‘, una specie di ‘question time’ che permette agli iscritti di valutare quanti ambiscono a diventare il candidato sindaco dei cinquestelle meneghini. Dal pubblico accorso in zona 3 a Milano sono poi arrivate altre domande, rivolte agli otto che si sfideranno all’election day di domenica 8 novembre, quando il prescelto avrà finalmente un nome. Oltre alla Bedori e a Corrado, si sono fatti avanti  Matteo Cattaneo, Franz Forcolini, Antonio Laterza, Livio Lo Verso, Fulvio Martinoia e Walter Monici. Tra le curiosità, l’esplicita richiesta di rivelare pubblicamente la cifra messa in dichiarazione dei redditi nel 2014. Detto, fatto. Si va dai 40 mila euro l’anno per Corrado, ai 4mila e seicento per Cattaneo