Ci si gioca tutto nei primi minuti, come spesso nella vita. Avete presente la faccenda della prima impressione che è quella che conta? Bene. Qui ci si gioca tutto nei primi minuti, e va detto che ieri sera la faccenda ha preso le pieghe del suicidio di massa, tipo i Lemmings. Nei fatti ieri è andata in onda la seconda diretta di X Factor e nei primi minuti del programma è andato in scena uno psicodramma che neanche lo Shakespeare più ispirato avrebbe saputo pensare.

Ospite speciale della puntata è Justin Bieber, giunto in città per gli Mtv EMA di cui è stato legittimo mattatore con cinque premi incassati. Justin Bieber che si presenta con What do you mean, oltre 200 milioni di visualizzazioni su Youtube, un brano in cui ha collaborato con Jack Ü, cioè Skrillex e Diplo, non esattamente due di passaggio. Geni li chiamano gli addetti ai lavori, e fanno bene. Geni che gli hanno passato da una parte un briciolo di credibilità, dall’altro un brano potente, di quelli che, non lo avesse fatto Justin Bieber, potresti esibire nella tua playlist, muovendo il piedino e volendo anche la testa.

Bene, Justin Bieber manda a casa tutti, e il programma deve ancora cominciare. Non c’è storia con tutto quel che succederà dopo, lo si capisce subito. Del resto, non è che ci voglia proprio un esperto in comunicazione per capirlo, se vogliamo far colpo con la ragazza del primo banco non è bene presentarsi, noi sfigati affetti da acne giovanile, forfora e personalità ancora non del tutto formata, al fianco del più figo della scuola, centravanti della squadra di calcio con gli occhi celesti e i capelli del color del grano. Invece gli autori di X-Factor, probabilmente ispirati dall’imminente festa di Halloween, decidono di voler rendere i concorrenti del programma quel di più simile ai protagonisti di The Walking Dead riesca loro, così invitano la popstar delle popstar ad aprire il programma, poi lasciano loro, inesperti e inespressi, a mettersi in mostra. The Walking Dead, appunto. Quando si dice essere malvagi.

Il programma è sempre la solita solfa. Quest’anno è troppo lungo e troppo lento. In una parola: noioso e antimusicale. Eh, lo so, lo so che un programma tv è un programma tv, che la musica è la musica, che se sono vecchio è bene che mi occupi di cose da vecchi, tipo, suppongo, le partite di biliardo notturne su Rai3, ma l’impressione che questa cosa potrebbe essere decisamente migliore di quel che è rimane, anche a livello televisivo. I concorrenti, invece, proprio non esistono. Polverizzati. Sgretolati prima da Sara Loreni, che andandosene ha azzeccato la migliore campagna di lancio di un album indipendente degli ultimi anni, arrivando in tutti i luoghi e in tutti i laghi, per altro con un progetto che, a prescindere da X-Factor, meritava tutte le attenzioni del mondo, con buona pace di Skin e dei suoi “attacca”, e poi seppelliti da Justin, lì negli orinatoi a muro con al loro fianco Rocco Siffredi. E infine da una frasetta buttata lì da Mara Maionchi in fase di MaraDixit: Eleonora è una troglodita. Ecco, su questa frase, mettiamoci il cuore in pace, ci costruiranno tutta questa edizione, non abboccate al fatto che sia andata al ballottaggio. Prima la Bertè, poi la Nannini: mamma mia quanta sperimentazione. La prossima volta chi? Tina Turner?

Eleonora è un personaggio, non ci sono dubbi. Lo è lei, e lo è la sua famiglia. Poi, però, se infilandoci i panni del giudice vogliamo parlare di futuro discografico, di musica, d’arte, beh, c’è da prendere la rincorsa e andare a tirare una testata contro un muro, sperando di tornare a uno stato primitivo, per dirlo sempre alla Mara, così da capire di che diavolo stiano parlando quando parlano di talento puro.

Dato per scontato che il livello sia quantomeno decente, nonostante i tanti, troppi calanti che si ascoltano a ogni esibizione, di interpreti degni di nota non se ne vedono. Questo dovrebbero essere, no? Interpreti. Gente che si trova lì per far lavorare gli autori, sempre i soliti nomi, e di conseguenza le edizioni. Ma ce ne sarà uno che ti piace? Justin Bieber non vale, suppongo. Sara Loreni neanche. Quindi direi che non mi dispiacciono i Moseek, a livello di immagine (la loro cover degli MGMT era carina, niente di più). Mika ritiene che Elisa, la cantante, sia la più debole del programma. Probabilmente quando cantava Eleonora era dal tabacchi a ricaricare la sigaretta elettronica di Fedez. Perché Eleonora ha cantato Meravigliosa creatura della Nannini. Se qualcuno, cortesemente, mi spiega cosa c’è di coraggioso nell’averle fatto cantare una canzone come questa, perfettamente in linea con la precedente Dedicato di Loredana Bertè, gli pago un giro di birre al Birrificio di Lambrate. Se lei, invece, riesce a cantare una canzone senza costringere padre Amorth a uscire di casa di corsa, la valigetta per gli esorcismi in una mano, la pistola sparachiodi nell’altra, le offro direttamente una cena da Cracco. Le note, sia detto en passant, non basta beccarle, toccherebbe pure saperle tenere il tempo necessario, se no si dice che “sei calante”. Il discorso dell’andare a tempo lo lasciamo per la prossima puntata. Il testo scritto da Gino Pacifico, sempre en passant, recita “meravigliosa creatura”, non “meravijosa creatura”. Essere costretti a trovarsi d’accordo con Fedez quando dice che continuare a calcare sugli aspetti della rocker tormentata è deleterio per questa ragazza è una colpa che X-Factor pagherà col sangue, sia messo agli atti.

Luca, sedici anni, uno che sembra uscito da una puntata di Violetta, secondo me potrebbe serenamente vincere. Chiaro, ha fatto una cover di Taylor Swift che è un po’ come voler sottolineare come non si è una popstar cantando il brano della popstar, ma lui è giovane e buca lo schermo, sembra già scafato, che nello showbiz è già tanto, se non tutto. La voce non c’è. Ma mica stiam qui a parlare di voci o di musica, no? Detto per inciso, cantata da lui, per dirla con Elio, Blank space, per di più nella versione di Ryan Adams, sembra veramente poca cosa. Sarà l’assenza di gambe lunghe e affusolate, o semplicemente di carisma, vallo a sapere. Gio Sada interpreta James Blake, e trattandosi di un talent show non credo sia necessario aggiungere altro. Come nei bugiardini delle medicine la data di scadenza è scritta piccola, ma non è sicuramente quella della finale. Eva è bravo a fare il britpop di nuova generazione, e passa con naturalezza dai Coldplay ai Keane. Ma in entrambi i casi risulta mimetico rispetto agli originali, e per sua somma sfiga, anche un po’ meno convincente di loro. A fine programma torna a casa, buona fortuna e grazie per tutto il pesce.

Enrica è lì nei panni di antipopstar, una che non sa guardare in camera, non sorride abbastanza, è fragile. Insomma, Alessia Cara sta spopolando nel mondo con Here, non vogliamo trovarne un clone anche qui da noi? Ecco, il mio preferito è Davide, di cui posseggo cd di quando si chiamava Shorty, editi dalla Grande Onda di Piotta. Lui è bravo. Ha talento. Infatti è scappato a Londra. Leonardo è il dogma di questa edizione. Ci credi solo se hai fede. Canta Avicii featuring Aloe Blacc, e immagino che se il dj lo sentisse si deciderebbe a fare brani solo musicali. I Landlord, così come i Moseek, rispondono perfettamente alla poetica del loro giudice, Fedez, tutta immagine e poca sostanza vocale. Il che potrebbe essere anche tradotto come un augurio a vendere milioni di cd e finire giudici nei prossimi talent, fate voi. Altra che potrebbe contendere a Davide la corona di artista talentuosa è Margherita, l’anima oscura della squadra di Skin (il rossetto blu no, però). Sul perché gli sia stata affidata una canzone di Kylie Minogue sta indagando Giacobbo, dice che ci farà sapere. Gli Urban Strangers, che stasera cantano malissimo causa problemi tecnici, funzionano. Sono originali quanto Fragola, ditelo a Skin, ma funzionano. A Lugano non se li calcolerebbe già nessuno, ma siamo in Italia, tranquilli.

Questa puntata è caratterizzata da una doppia sessione di eliminatorie. Credo sia un po’ come provare posizioni nuove a letto, quando si finisce dalle parti della geometria applicata. Ne fa le spese Eva, e la nostra pazienza. A mia figlia Lucia la puntata è piaciuta, ma forse ha solo gradito la possibilità di andare a letto un po’ più tardi. Per me vale esattamente il contrario, ore rubate al sonno.

P.S.: Justin Bieber, ospite insieme alla Michielin della puntata, in realtà, ha registrato il suo intervento mercoledì, quindi il pubblico presente in sala non ha notato così tanto lo stacco tra i concorrenti aspiranti popstar e una popstar vera e propria. Beati loro.

X Factor secondo Lucia Monina, 14 anni

Oggi c’è X-Factor in televisione. Ore 21.10 accendo Sky, scorro la guida tv. Intrattenimento. Sport, Calcio, Cinema, Documentari, Bambini e Musica. Vado su Intrattenimento, Sky Uno. Questo mi fa riflettere, in effetti se dovessi definire in una parola X-Factor mi verrebbe subito in mente “intrattenimento”. Né musica, né talento. Intrattenimento.

Guardo sempre X-Factor. Mi piace questo programma. Lo trovo divertente, con un buon ritmo. La parte che funziona meglio è quella relativa ai giudici: Skin, Mika, Elio e Fedez. L’anno scorso c’era come giudice Victoria Cabello: lei, ad esempio, non mi piaceva affatto. Faceva in continuazione battutine per attirare l’attenzione e risultava finta. Quest’anno la giuria mi sembra equilibrata, ognuno di loro assume un atteggiamento diverso, tutti a loro modo risultano simpatici, in armonia. Trovo siano bravi nel loro compito: giudicare, ma nel frattempo intrattenere e divertire il pubblico. Sono loro e gli ospiti a focalizzare la mia attenzione. Si è parlato molto di più della presenza di Justin Bieber ad aprire il programma, rispetto ai concorrenti in gara e all’eliminazione.

La settimana scorsa la scena della sigaretta elettronica di Fedez è quella che è girata di più su Instagram e sui social, non certo l’eliminazione di Massimiliano. Io vedo i concorrenti come un aspetto minore del programma, di loro ci si scorderà presto. Se dico Mario Garrucciu, voi avete presente chi è? Scommetto che tre quarti di voi dovranno andarlo a cercare per capire chi sia. Ve lo dico io, allora, chi è: uno dei finalisti della scorsa edizione di X Factor, già dimenticato. Sono ricorsa anche io a Google, se no mica me lo ricordavo. La stessa sorte sarebbe toccata a Michele Bravi, che ha addirittura vinto l’edizione di qualche anno fa. Lui, che a mio parere come cantante non è un granché, ha venduto bene il suo ultimo cd I Hate music grazie alla pubblicità che gli ha fatto Sofia Viscardi, una youtuber con molto seguito in rete. Sofia Viscardi che era in prima fila proprio durante l’esibizione di Justin, che invidia.

Comunque, gli unici due che trovo abbiano avuto successo usciti da X-Factor sono Marco Mengoni e Lorenzo Fragola. Quest’ultimo, ovviamente, meno del primo, ma trovo che le sue canzoni siano belle.
Tornando alla puntata di ieri, inizio molto bello con Justin Bieber.Come volevasi dimostrare i giudici vengono presentati con molto più calore dei concorrenti in gara. Sono loro i protagonisti.

I concorrenti. Nella prima manche mi è piaciuta la performance dei Moseek, con Time to pretend degli MGMT. Per questo ho trovato eccessivo l’attacco di Mika, che ha detto che la cantante è la più debole di tutta questa edizione. Uno che avrebbe grande possibilità di vincere è Luca: nonostante la scelta della canzone sia stata criticata negativamente da tutti i giudici, a me è piaciuta. Come ultima mi è piaciuta la performance di Enrica, che ha solo due anni più di me. Nella seconda mi hanno colpito Davide, che ha proprio una bella voce, Margherita, che mi ha divertita, e gli Urban Strangers, che sono incredibili per il modo in cui intrecciano le voci. Stasera hanno avuto dei problemi, ma sono bravi e non assomigliano a nessuno.

La puntata, soprattutto grazie alla faccenda del doppio ballottaggio, si è seguita scorrevolmente. I giudici hanno reso la gara interessante, coi loro commenti, le loro battute e anche un po’ con quelle punzecchiature mascherate da complimenti. Mio padre si è lamentato tutto il tempo che la musica è scadente, ma se io voglio ascoltare la musica che mi piace mica guardo la televisione, uso lo smartphone o YouTube. Unico appunto è che, visto che vado a scuola, avrei preferito il programma durasse di meno. In fondo il pubblico a cui X-Factor si rivolge credo sia proprio quello dei ragazzi. Fortuna che c’è My Sky HD, così potrò vedere anche Xtra Factor.